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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40122/2024 del 30/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza di condanna per il reato di cui all'art. 650 c.p., contestando la legittimità del provvedimento del Questore (daspo urbano) che sarebbe stato posto a fondamento della responsabilità penale. Si deduce che il decreto del Questore si limita a richiamare l'attività di posteggiatore abusivo senza motivare l'esistenza di comportamenti che configurino un pericolo per la sicurezza o l'ordine pubblico, e dunque non sarebbe idoneo a integrare il presupposto delittuoso previsto dall'art. 650 c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendolo fondato. Ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte di Appello di Napoli per un nuovo giudizio. La Corte ha richiamato il principio secondo cui, ai fini della responsabilità per l'art. 650 c.p., il giudice di merito deve verificare previamente la legalità sostanziale e formale del provvedimento ritenuto violato (sotto i profili della violazione di legge, eccesso di potere e incompetenza) e deve accertare se il provvedimento sia stato adottato per ragioni di sicurezza/ordine pubblico e non esclusivamente per impedire l'esercizio di un'attività sanzionata amministrativamente (es. posteggiatore abusivo). Nel caso concreto i giudici di merito non hanno effettuato tale verifica, per cui il giudizio di responsabilità non poteva essere mantenuto senza una verifica sulla legittimità del daspo urbano.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 14/2017

    Richiamato per gli artt. 9, commi 1 e 2, e 10, comma 2; il ricorso contestava l'applicazione delle disposizioni che regolano i provvedimenti del Questore (daspo urbano) rilevandone la carenza motivazionale e quindi la illegittimità quale presupposto penale

  • art. 650 codice penale

    Il reato è configurabile solo se l'inosservanza riguarda un ordine legalmente dato; pertanto il giudice deve accertare la legalità sostanziale e formale del provvedimento presupposto (violazione di legge, eccesso di potere, incompetenza)

  • art. 9 legge 24 novembre 1981 n. 689 (principio di specialità)

    Principio di specialità utilizzato per distinguere l'illiceità penale dall'illecito amministrativo: se il provvedimento è finalizzato esclusivamente a impedire un comportamento sanzionato amministrativamente, la sua violazione integra l'illecito amministrativo e non il reato di cui all'art. 650 c.p.

  • art. 7, comma 15-bis, codice della strada

    Richiamato come possibile regime sanzionatorio alternativo: l'inosservanza di provvedimenti adottati in relazione all'attività di posteggiatore abusivo può integrare l'illecito amministrativo previsto da questa disposizione e non necessariamente un illecito penale

Massime di principio

  • Prima di fondare una condanna per art. 650 c.p. su un provvedimento amministrativo (es. daspo urbano), il giudice deve verificare la legittimità formale e sostanziale del provvedimento (violazione di legge, eccesso di potere, incompetenza).
  • Se il provvedimento del Questore è motivato esclusivamente per impedire l'esercizio di un'attività sanzionata amministrativamente (es. posteggiatore abusivo), la sua violazione non integra automaticamente il reato di cui all'art. 650 c.p., ma può essere rilevante nell'ambito della sanzione amministrativa prevista dal codice della strada.
  • Il requisito della 'legalità del provvedimento' è essenziale: l'ordine deve essere "legalmente dato" e adeguatamente motivato con riferimento a ragioni di sicurezza o ordine pubblico per poter sostenere una contestazione penale per inosservanza.
  • Nei casi dubbi sulla natura e finalità del provvedimento (penale vs amministrativo), il giudice di merito deve procedere a un accertamento specifico e motivato; la mancanza di tale verifica giustifica l'annullamento e il rinvio per nuovo giudizio.
  • In situazioni analoghe l'operatore difensivo dovrebbe eccepire la nullità/illegittimità del provvedimento amministrativo e chiedere l'accertamento della sua motivazione e competenza prima di affrontare il tema della responsabilità penale.

Testo integrale

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