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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29608/2023 del 10/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Richiesta di revisione della condanna per il reato di calunnia (sentenza di primo grado del Tribunale di Trani del 10/03/2014 confermata in appello). Il ricorrente censura la sentenza del 01/04/2022 della Corte di appello di Potenza per vizi di motivazione: (i) omissione di adeguata valutazione e spiegazione delle dichiarazioni testimoniali rese da Petruzzi e Cecere (dichiarate ambigue senza indicazione degli elementi concreti che giustificano tale giudizio e senza confronto con l'intero compendio probatorio); (ii) valutazione apodittica e apparente del consulente grafico Maurizio Miale, con critiche basate su osservazioni estranee all'elaborato e senza spiegare in che modo una fotocopia rilasciata dall'Autorità Giudiziaria avrebbe inficato la consulenza; (iii) apoditticità anche nella valutazione dell'elaborato peritale di Antonio Pappalettera (trascrizione di una conversazione telefonica), con rilievi sulla durata ma senza spiegare il contenuto e perché non avrebbe efficacia liberatoria.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha rilevato che la Corte territoriale, pur avendo riconosciuto la novità delle prove conformemente alla sentenza rescindente, non ha effettuato il necessario e penetrante vaglio comparativo tra le nuove prove e la piattaforma probatoria preesistente richiesto nella fase di revisione. In particolare la motivazione si è dimostrata parcellizzata e apodittica rispetto alle dichiarazioni testimoniali e ai periti (Miale e Pappalettera), senza indicare elementi concreti a fondamento delle conclusioni. Per tali ragioni la sentenza impugnata è stata annullata e la causa rinviata alla Corte di appello di Salerno per un nuovo giudizio di revisione completo, con mandato di esaminare adeguatamente l'attendibilità, la persuasività e la congruenza delle nuove prove rispetto al materiale probatorio già acquisito.

Norme richiamate

  • massima giurisprudenziale (Sezione 5)

    Sez. 5, n. 7217 del 11/12/2018, dep. 2019, Dessolis, Rv. 275619

    Principio secondo cui nella revisione la comparazione tra le prove nuove e quelle alla base della condanna irrevocabile richiede una globale riconsiderazione della piattaforma probatoria, valutando non solo l'affidabilità della prova nuova ma anche la sua persuasività e congruenza nel contesto già acquisito.

  • massima giurisprudenziale (Sezione V)

    Sez. V, 21/06/2019, n. 43565

    Precisazione che il giudice della revisione deve accertare penetrantemente la provenienza e la veridicità della documentazione che attesterebbe circostanze in grado di rendere incompatibile il ricorrente con la posizione di autore del delitto; occorre rispetto di canoni di verifica concreti sugli elementi di novità.

Massime di principio

  • Nel giudizio di revisione il giudice deve operare una comparazione globale tra le nuove prove (novum) e l'intero compendio probatorio precedente; non è sufficiente affermare in modo generico l'ambiguità o l'inattendibilità di una prova senza motivazione concreta.
  • Le dichiarazioni testimoniali dichiarate 'ambigue' vanno motivate con riferimento a elementi specifici del contenuto, della coerenza e dell'attendibilità e vanno confrontate unitariamente con le altre risultanze processuali.
  • Le valutazioni sulle consulenze tecniche (perizie) richiedono argomentazioni tecniche: il giudice non può limitarsi a esprimere sensazioni soggettive o rilievi apodittici, ma deve indicare in base a quali regole, nozioni o elementi l'elaborato è ritenuto inattendibile o inefficace.
  • Se una prova nuova riguarda documenti o presunte registrazioni che possono costituire alibi o elemento esonerante, il giudice deve verificarne la provenienza e la veridicità, valutandone l'effettiva capacità di incidere sulla condanna irrevocabile.
  • In presenza di motivazione insufficiente o lacunosa, la via corretta è l'annullamento con rinvio per nuovo giudizio affinché il giudice di merito svolga il necessario approfondimento e la confrontazione integrale delle prove.
  • Per il difensore: nelle richieste di revisione è utile esplicitare per ciascun novum il nesso logico con gli elementi che sorreggono la condanna (come l'incidenza sul profilo di responsabilità), produrre mezzi che dimostrino la provenienza e l'autenticità dei documenti e sollecitare consulenze tecniche o controconsulenze quando la questione è di natura specialistica.

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