Sentenza del 21/07/2021 n. 3675 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
Irpef - Trattamento agevolato per gli enti associativi - Necessità di inserire le clausole di cui all'art. 148 TUIR nell'atto costitutivo o nello statuto - Sussiste - Necessità che l'ente svolga concretamente l'attività senza scopo di lucro - Sussiste.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Disputa circa il diritto dell'ente associativo ad ottenere il trattamento fiscale agevolato (ex art. 148 TUIR e art. 4 DPR 633/1972). In particolare, si contestava se fosse sufficiente l'inserimento formale delle clausole previste dall'art. 148 nello statuto/atto costitutivo o se occorresse anche una verifica concreta, da parte del giudice, che l'ente svolgesse l'attività nel pieno rispetto delle prescrizioni e senza scopo di lucro.
La decisione
La Corte ha confermato che il trattamento agevolato è riconoscibile solo a condizione che: (1) gli atti costitutivi e lo statuto contengano tutte le clausole indicate dall'art. 148 TUIR; e (2) il giudice di merito accerti, con congrua motivazione, che l'ente operi concretamente nel rispetto di tali clausole e senza scopo di lucro. Pertanto la mera forma statutaria non è sufficiente: è necessaria anche la verifica sostanziale dell'attività dell'ente.
Norme richiamate
d.P.R. 917/1986 (TUIR), art. 148
L'art. 148 richiede che le previste clausole siano inserite nello statuto/atto costitutivo; la Corte interpreta la norma come condizione necessaria ma non sufficiente, richiedendo anche il controllo della concreta attività non lucrativa dell'ente.
d.P.R. 633/1972, art. 4
L'art. 4 (esenzioni IVA per determinate attività associative) è richiamato in connessione all'agevolazione fiscale: l'applicabilità dell'agevolazione ai fini IVA richiede analoghi requisiti formali e sostanziali.
Massime di principio
- Per ottenere le agevolazioni previste dall'art. 148 TUIR la mera presenza delle clausole nello statuto non basta: è indispensabile che l'ente dimostri con comportamenti concreti di operare senza scopo di lucro.
- Il giudice di merito deve verificare la sussistenza dei requisiti sostanziali e motivare adeguatamente tale accertamento; decisioni che si limitino a controlli formali possono essere cassate.
- Documentazione probatoria utile: bilanci, rendiconti, modalità di reinvestimento degli eventuali avanzi, assenza di distribuzione di utili a soci, coerenza delle attività svolte con le finalità statutarie, regolamenti interni e modalità di gestione economica.
- Chi redige o aggiorna lo statuto dovrebbe inserire espressamente tutte le clausole richieste dall'art. 148 TUIR e descrivere procedure che impediscano la distribuzione di utili (clausole sulla destinazione degli avanzi, norme sul patrimonio, incompatibilità per amministratori, ecc.).
- In caso di contenzioso con l'Amministrazione finanziaria è strategico documentare la prassi gestionale consolidata: anche se lo statuto è corretto, la prova della concreta non lucratività è decisiva per il successo.
- Le agevolazioni IVA collegate (art. 4 DPR 633/72) vanno valutate congiuntamente: incertezza o irregolarità nella natura non commerciale dell'attività può comportare negazione sia delle agevolazioni IRPEF che delle esenzioni/agevolazioni IVA.
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