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Sentenza

Sentenza n. 813/2026 - Bologna, Sezione 2

per l'ottemperanza della sentenza n. 571/2025, del Tribunale di Bologna, Sezione Lavoro, pubblicata in data 8.5.2025.

Giustizia amministrativa202501981

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza n. 571/2025 del Tribunale di Bologna, Sezione Lavoro, passata in giudicato

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (dipendente pubblico)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha chiesto l'ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Bologna, Sezione Lavoro, pubblicata l'8 maggio 2025 e passata in giudicato, notificata al Ministero anche ai fini della decorrenza del termine dilatorio di 120 giorni per l'esecuzione. Il Ministero non ha dato esecuzione alla pronuncia e non si è costituito in giudizio. È stata inoltre richiesta una penalità di mora ai sensi dell'art. 114, comma 4, c.p.a.

La decisione

Il TAR ha ritenuto fondato il ricorso per la perdurante inadempienza dell'Amministrazione e ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito e al Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna di dare esecuzione alle statuizioni della sentenza del giudice ordinario, detratto quanto eventualmente già corrisposto, entro sessanta giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza. Ha nominato sin d'ora, per l'eventuale ulteriore inadempimento e su istanza di parte, il Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale, o un funzionario delegato, quale commissario ad acta, con facoltà di subdelega. Ha invece respinto la richiesta di penalità di mora, ritenendo equo non applicarla poiché la sentenza da eseguire aveva già previsto la corresponsione degli accessori come per legge. Il ricorso è stato quindi accolto in parte. Il Ministero è stato condannato alle spese, liquidate in euro 300, oltre spese generali e oneri accessori, nonché alla restituzione del contributo unificato, con distrazione a favore dei difensori.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    ulteriore conseguenza, l'ordine all'Amministrazione di dare esecuzione alle statuizioni contenute nella sentenza definitiva

    La norma consente al giudice dell'ottemperanza di ordinare all'Amministrazione l'esecuzione del giudicato e di adottare le misure necessarie, compresa la nomina preventiva di un commissario ad acta. La richiesta di penalità di mora è stata respinta nel caso concreto in considerazione degli accessori già riconosciuti dalla sentenza da eseguire.

Massime di principio

  • In presenza di una sentenza del giudice ordinario passata in giudicato, previamente notificata all'Amministrazione e rimasta ineseguita, il giudice amministrativo può accogliere l'azione di ottemperanza e ordinare all'Amministrazione di dare esecuzione alle statuizioni definitive entro un termine assegnato.
  • Nel giudizio di ottemperanza, il giudice può nominare fin d'ora un commissario ad acta, destinato a intervenire su istanza della parte vittoriosa in caso di ulteriore inadempimento dell'Amministrazione dopo la scadenza del termine assegnato.
  • La penalità di mora può essere negata quando la sentenza da eseguire ha già riconosciuto gli accessori dovuti per legge e, nel concreto bilanciamento, il giudice ritenga tale soluzione equa ai fini dell'esecuzione.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

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