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Sentenza

Sentenza n. 6768/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202606948

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Lazio che aveva annullato il diniego di riconoscimento del titolo di specializzazione su posto di sostegno

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al ricorrente (ministeri appellanti)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I Ministeri hanno impugnato la sentenza del TAR Lazio che aveva accolto il ricorso contro il provvedimento con cui era stata rigettata, ai sensi dell’art. 16, comma 1, del d.lgs. n. 206/2007, l’istanza di riconoscimento di un titolo di specializzazione su posto di sostegno. Oltre a contestare la sentenza sotto diversi profili, gli appellanti hanno dedotto la sopravvenuta carenza di interesse derivante dalla formale rinuncia dell’originaria ricorrente all’istanza di riconoscimento, presentata nelle more del giudizio di primo grado ai fini della partecipazione ai percorsi di specializzazione previsti dall’art. 7 del d.l. n. 71/2024, convertito dalla l. n. 106/2024.

La decisione

Il Consiglio di Stato, decidendo in forma semplificata ai sensi degli artt. 38 e 60 c.p.a., ha annullato senza rinvio la sentenza del TAR Lazio per sopravvenuto difetto di interesse dell’originaria ricorrente e ha dichiarato improcedibile il ricorso di primo grado. La rinuncia all’istanza di riconoscimento, intervenuta dopo l’adozione del diniego e nelle more del giudizio, ha eliminato l’interesse concreto e attuale della destinataria a ottenere l’annullamento del provvedimento negativo. Il Collegio ha ritenuto che la sopravvenuta carenza di interesse rilevi anche in appello, poiché il rapporto processuale amministrativo rimane unitario nei due gradi di giudizio. Il Ministero appellante conservava invece l’interesse a rimuovere la sentenza che aveva annullato il proprio provvedimento. Le spese del doppio grado sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • artt. 38 e 60 c.p.a.

    sentenza ex artt. 38 e 60 c.p.a.

    Il giudice può definire la controversia con sentenza in forma semplificata, previo avviso alle parti, anche nella camera di consiglio fissata per la domanda cautelare.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    sopravvenuto difetto di interesse a detto ricorso

    La sopravvenuta carenza di interesse comporta l’improcedibilità del ricorso e, in appello, l’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata.

  • art. 16, comma 1, d.lgs. n. 206/2007

    Costituisce la base normativa dell’istanza di riconoscimento del titolo di specializzazione su posto di sostegno.

  • art. 7 d.l. 31 maggio 2024, n. 71, convertito dalla l. 29 luglio 2024, n. 106

    Disciplina i percorsi di specializzazione ai quali era riferita l’istanza di riconoscimento oggetto di rinuncia.

Massime di principio

  • La rinuncia dell’interessato all’istanza amministrativa oggetto del provvedimento impugnato, intervenuta nelle more del giudizio, elimina l’interesse concreto e attuale all’annullamento del provvedimento e determina l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
  • Nel processo amministrativo il rapporto processuale resta unitario nei due gradi di giudizio; pertanto, la sopravvenuta carenza di interesse al ricorso di primo grado può essere rilevata anche in appello.
  • Quando la sopravvenuta carenza di interesse rende improcedibile il ricorso originario, il giudice d’appello annulla senza rinvio la sentenza di primo grado che aveva deciso nel merito.
  • La parte pubblica conserva l’interesse ad appellare la sentenza che abbia annullato un proprio provvedimento, anche quando l’interesse del destinatario del provvedimento alla prosecuzione del giudizio sia venuto meno per una circostanza sopravvenuta.

Come è indicizzato

MaterieScuolaEstinzione, perenzione e improcedibilitàAppello
RamiIstruzione e universitàProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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