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Sentenza

Sentenza n. 567/2026 - Firenze, Sezione 3

per l'ottemperanza alla sentenza n. 62/2024 emessa e pubblicata dal Tribunale di Livorno Sez. Lavoro il 24/1/2024;

Giustizia amministrativa202500686

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Livorno, Sez. Lavoro, che aveva ordinato l'assegnazione della Carta elettronica per gli anni scolastici 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente di ruolo)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza deducendo l'inerzia del Ministero dell'Istruzione e del Merito nell'esecuzione della sentenza del Tribunale di Livorno, Sezione Lavoro, n. 62/2024, che aveva ordinato l'assegnazione in suo favore della Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo per gli anni scolastici 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022, per l'importo complessivo di 2.000 euro. Ha chiesto l'ordine di esecuzione, la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia e la fissazione di una somma dovuta dall'Amministrazione per ogni violazione, inosservanza o ritardo successivo. La sentenza da eseguire era stata ritualmente notificata ai fini dell'esecuzione forzata ed era decorso il termine dilatorio di 120 giorni concesso all'Amministrazione per l'adempimento spontaneo.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo sussistenti tutti i presupposti per l'ottemperanza. Ha ordinato al Ministero di dare completa ed esatta esecuzione alla sentenza del Tribunale di Livorno entro trenta giorni dalla comunicazione o notificazione della pronuncia. Ha inoltre fissato, per ogni giorno di ritardo successivo alla scadenza di tale termine, una penale pari all'interesse legale sulle somme dovute a titolo di capitale. In previsione di una persistente inerzia, ha nominato quale commissario ad acta il Direttore generale dell'Ufficio centrale di bilancio del Ministero, con facoltà di delega, attribuendogli il compito di avviare le procedure contabili necessarie all'adempimento. Il Ministero è stato condannato alla rifusione delle spese del giudizio, liquidate in 800 euro oltre IVA, CPA e rimborso del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione costituisce la base processuale del giudizio di ottemperanza e consente al giudice di ordinare l'esecuzione del giudicato, fissare un termine per l'adempimento, nominare un commissario ad acta e determinare una penalità per il ritardo.

  • art. 1, comma 12, l. 13 luglio 2015, n. 107

    Prevede la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, oggetto dell'obbligo di assegnazione riconosciuto dal giudicato da eseguire.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, l'accertata inerzia dell'amministrazione nell'esecuzione di una sentenza, dopo la rituale notificazione del titolo e il decorso del termine dilatorio previsto per l'adempimento spontaneo, legittima il giudice a ordinare l'esecuzione completa ed esatta entro un termine ulteriore.
  • In caso di persistente inerzia dell'amministrazione, il giudice dell'ottemperanza può nominare fin dalla sentenza un commissario ad acta, attribuendogli i poteri necessari per realizzare l'adempimento del giudicato.
  • Il giudice dell'ottemperanza può imporre una penalità di mora per ogni giorno di ritardo successivo alla scadenza del termine assegnato per l'esecuzione, parametrandola all'interesse legale sulle somme dovute a titolo di capitale.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

Testo integrale

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