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Sentenza

Sentenza n. 945/2026 - Roma, Sezione 3

per l'annullamento, - del decreto direttoriale A.N.S.F.I.S.A. prot. n. 0080431 del 20 dicembre 2023 di esclusione del candidato Ing. Luigi Liolli dal concorso per titoli ed esami per l’assunzione a tempo indeterminato per n. 15 dirigenti di 2° fascia Settore Tecnico presso l'A.N.S.F.I.S.A. prot. n. 29146 del 5 luglio 2022; - del provvedimento del Direttore dell'Agenzia prot. n. 80593 del 21 dicembre 2023 di rettifica e sostituzione della graduatoria approvata con Decreto Direttoriale prot. 0029388 del 23 maggio 2023; - in parte qua del relativo bando di concorso di cui al Decreto Direttoriale prot. 00129146 del 5 luglio 2022 solo ove e laddove letto ed applicato erroneamente alla fattispecie concreta; -di ogni altro atto ad esso presupposto, connesso e/o conseguente.

Giustizia amministrativa202401450

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: esclusione dal concorso per titoli ed esami per 15 dirigenti di seconda fascia del settore tecnico presso ANSFISA e conseguente rettifica e sostituzione della graduatoria

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione concorsuale)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente aveva impugnato il decreto direttoriale di esclusione dal concorso, il provvedimento di rettifica e sostituzione della graduatoria e, in parte qua, il bando di concorso, deducendo l'illegittimità della propria esclusione. Il testo della sentenza non espone i singoli motivi di ricorso, poiché il giudizio è stato definito per sopravvenuta carenza di interesse. Nel corso del processo il ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, dichiarazione confermata all'udienza.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., prendendo atto della dichiarazione del ricorrente che ha precluso la decisione nel merito. Il Collegio ha richiamato il principio dispositivo, secondo cui il giudice amministrativo deve prendere atto della dichiarazione con la quale il ricorrente manifesta il venir meno dell'interesse alla decisione. Il Tribunale ha comunque rilevato che tale pronuncia non esclude la decisione sulle spese; valutata la soccombenza virtuale e tenuto conto della richiesta del ricorrente, ha disposto l'integrale compensazione delle spese di lite.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Il giudice dichiara, anche d'ufficio, il ricorso improcedibile quando nel corso del giudizio sopravviene il difetto di interesse delle parti alla decisione.

    La sopravvenuta dichiarazione del ricorrente di non avere più interesse alla decisione impone la declaratoria di improcedibilità senza esame del merito.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato nell'epigrafe, senza una specifica interpretazione nella motivazione.

Massime di principio

  • Nel giudizio amministrativo, la dichiarazione della parte ricorrente che attesti il venir meno dell'interesse alla decisione preclude l'esame del merito e impone al giudice di dichiarare il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
  • La declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse non esonera il giudice dal pronunciarsi sulle spese di lite, che possono essere regolate sulla base di una sommaria valutazione della soccombenza virtuale e delle circostanze concrete.

Come è indicizzato

MaterieConcorsi pubbliciEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiPubblico impiego e concorsiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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