Sentenza n. 5017/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 6
per la riforma della sentenza del Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa, Sezione Autonoma della Provincia di Bolzano, n. 110/2024, resa tra le parti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Sentenza del TRGA di Bolzano n. 110/2024, che aveva respinto il ricorso contro il diniego di permesso di costruire in variante
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società aveva impugnato il diniego comunale relativo al secondo progetto di variante per la ristrutturazione edilizia di un edificio sito in zona residenziale di espansione, nonché il parere negativo del responsabile del front office per le pratiche edilizie. Il diniego era stato motivato dalla non conformità del progetto alle previsioni del piano di attuazione, anche in ragione dell'accertata realizzazione di una terrazza inverdita a sbalzo oltre la linea massima di edificabilità, della modifica del terreno esterno, della non corrispondenza tra lo stato di fatto rappresentato e quello effettivo, della cementificazione del giardino e della possibile ricaduta dell'opera sul terreno confinante. In primo grado erano stati dedotti vizi di partecipazione procedimentale, difetto di motivazione e di istruttoria, errore nei presupposti di fatto, violazione delle norme del piano di attuazione e degli artt. 86 e seguenti della legge provinciale n. 9/2018, nonché sviamento. In appello la società ha riproposto tali censure articolandole in quattro motivi di error in iudicando, deducendo motivazione errata, contraddittoria e illogica e violazione degli artt. 4, 7 e 11-bis della legge provinciale n. 17/1993. Nel corso del giudizio l'appellante ha chiesto un ulteriore rinvio per la pendenza di un procedimento di regolarizzazione delle opere e, in subordine, ha dichiarato di rinunciare all'appello.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha rigettato l'istanza di rinvio, ritenendo insussistente una circostanza eccezionale idonea a giustificare il differimento dell'udienza ai sensi dell'art. 73, comma 1-bis, c.p.a. Ha quindi preso atto della rinuncia espressa all'appello, ribadita all'udienza e non condizionata alla compensazione delle spese, e ha dichiarato estinto il giudizio ai sensi degli artt. 84 e 35, comma 2, lettera c), c.p.a. Non ha esaminato i motivi di appello né la legittimità del diniego edilizio o della sentenza di primo grado. In considerazione della complessa evoluzione della vicenda, ha disposto la compensazione integrale delle spese di lite.
Norme richiamate
art. 73, comma 1-bis, c.p.a.
Il rinvio dell'udienza è ammesso soltanto in presenza di una circostanza eccezionale; la pendenza del procedimento di regolarizzazione non è stata ritenuta sufficiente nel caso concreto.
art. 84 c.p.a.
La rinuncia all'appello, espressa e ribadita in udienza, determina l'estinzione del giudizio.
art. 35, comma 2, lettera c), c.p.a.
L'estinzione del giudizio è dichiarata in conseguenza della rinuncia al ricorso o all'appello.
art. 38 c.p.a.
Richiamato tra le disposizioni applicabili al giudizio.
Massime di principio
- La rinuncia espressa all'appello, se ritualmente manifestata e non subordinata a condizioni, comporta la dichiarazione di estinzione del giudizio senza necessità di esaminare i motivi di impugnazione.
- Il rinvio dell'udienza di trattazione nel processo amministrativo presuppone una circostanza eccezionale; la mera pendenza di un procedimento amministrativo di regolarizzazione o sanatoria non impone di per sé il differimento della decisione.
- Quando la rinuncia all'appello non è subordinata all'accettazione della compensazione delle spese, il giudice può disporre la compensazione in presenza di giustificati motivi connessi alla complessità e all'evoluzione della vicenda.
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