Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24502/2023 del 07/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza di appello che confermava la maggior parte delle condanne per reati tra cui detenzione e spaccio di stupefacenti, rapina, furto aggravato, porto illegale di armi e riciclaggio. Le censure principali sono: (i) vizio di motivazione e travisamento della prova nella valutazione delle intercettazioni (soprattutto riguardo a quantità e qualità di cocaina e alla natura degli accertamenti); (ii) mancata derubricazione ai sensi dell'art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990 (ipotesi di lieve entità); (iii) erronea qualificazione di episodi come rapina o di partecipazione come basista; (iv) mancata considerazione di elementi difensivi (es. ipotesi che il rumore fosse un petardo e non uno sparo); (v) contestazione della recidiva; (vi) per Trudu, nullità per violazione dell'art. 602 co.1-bis c.p.p. per aver rigettato la proposta di pena concordata senza disporre la prosecuzione del giudizio; (vii) per Pusceddu, violazione del divieto di reformatio in peius nella determinazione della pena base in appello.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato la maggior parte dei ricorsi inammissibili perché consistono in un sindacato di merito sulle intercettazioni e sulla valutazione probatoria correttamente motivate dai giudici di merito. Ha però accolto i ricorsi di Trudu Carlo e Pusceddu Igor: (a) per Trudu la sentenza di appello è stata annullata con rinvio per nullità determinata dal mancato prosieguo del dibattimento dopo il rigetto della richiesta di patteggiamento, disponendo nuovo giudizio presso altra sezione della Corte d'appello di Cagliari; (b) per Pusceddu la Corte ha annullato senza rinvio il trattamento sanzionatorio relativo alla reformatio in peius, rideterminando la pena complessiva in anni 7 e mesi 8 di reclusione e multa di euro 3.000,00. Hanno invece avuto esito negativo (dichiarati inammissibili) i ricorsi, tra gli altri, di Erriu Gianluca, Schirru Roberto, Matza Jonata, Onnis Massimiliano, Sanna Stefano, Fadda Giorgia e Serra Chiara.

Norme richiamate

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73

    La Corte territoriale ha ritenuto integrati i reati di detenzione e cessione a fini di spaccio anche in assenza di sequestro diretto, sulla base di elementi indiretti idonei a determinare il dato ponderale; la derubricazione al comma 5 (ipotesi lieve) è esclusa quando emergono quantitativi e modalità compatibili con attività organizzata di spaccio

  • Codice di procedura penale, art. 606 lett. e)

    Richiamato dai ricorrenti per censurare manifesti vizi di motivazione; la Corte di cassazione ha ritenuto invece la motivazione di merito coerente e logica rispetto alle intercettazioni e agli altri elementi probatori

  • Codice di procedura penale, art. 530 co. 2

    Richiamato dal ricorrente per dedurre la obbligatoria pronuncia di assoluzione in assenza di prove; la Corte ha ritenuto esistenti indizi gravi, concreti e coerenti tali da non richiedere l'assoluzione

  • Codice di procedura penale, art. 602 co.1-bis

    La Corte ha affermato che la mancata prosecuzione del dibattimento dopo il rigetto della proposta di patteggiamento determina nullità della sentenza per violazione delle garanzie difensive; sul punto il ricorso di Trudu è stato accolto

  • Codice di procedura penale, artt. 178 lett. b) e c) e 180

    Norme che tutelano la partecipazione e il diritto di discussione delle parti; la loro violazione in conseguenza del mancato prosieguo del dibattimento è stata ritenuta causa di nullità

  • Codice di procedura penale, art. 597 co.4

    Riguarda il divieto di reformatio in peius; la Corte ha richiamato il principio nell'esaminare la doglianza relativa al peggioramento della posizione sanzionatoria in appello

  • Sezioni Unite, sentenza "Morales" n. 40910/2005

    Richiamata per il principio secondo cui, in una struttura di reato continuato immutata, il divieto di reformatio in peius impedisce al giudice di rivedere peggiorativamente anche parametri autonomi della quantificazione della pena (es. pena base); la Corte ha applicato tale principio a favore di Pusceddu

  • Codice di procedura penale, art. 621 u.c. lett. i)

    Autorizza la Corte di cassazione, quando annulla senza rinvio in parte relativa al trattamento sanzionatorio, a rideterminare la pena; la Corte ha rideterminato la pena di Pusceddu conformemente a tale potere

Massime di principio

  • La revisione in Cassazione dell'interpretazione di intercettazioni è limitata: non è ammesso un semplice rinnovo del sindacato di merito; la diversa interpretazione è possibile solo in presenza di travisamento della prova oppure di difformità manifesta e decisiva
  • La mancanza di sequestro o rinvenimento di stupefacenti non impedisce la condanna per detenzione o cessione se esistono elementi indiziari indiretti, coerenti e convergenti che consentono di determinare il dato ponderale e la qualità della sostanza
  • L'ipotesi attenuata di cui all'art. 73 co.5 può essere esclusa anche senza sequestro diretto se emergono elementi sufficienti a dimostrare l'organizzazione degli approvvigionamenti, i quantitativi e le modalità tipiche dell'attività di spaccio
  • Il rigetto di una proposta di pena concordata senza disporre la prosecuzione del dibattimento comporta nullità della sentenza per violazione delle garanzie processuali (art. 602 co.1-bis e artt. 178, 180 c.p.p.) ed è causa di annullamento con rinvio
  • Il divieto di reformatio in peius si estende, nelle ipotesi di reato continuato con struttura immutata, anche ai singoli parametri che concorrono alla determinazione della pena (pena base); l'appello non può quindi determinare un peggioramento di tali parametri rispetto al primo grado
  • I ricorsi che si limitano a chiedere una diversa valutazione delle prove di fatto, senza indicare vizi di diritto o travisamento incontestabile, sono generalmente dichiarati inammissibili in Cassazione

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.