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Ordinanza

Ordinanza n. 3744/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, provvedimento di diniego del visto d'ingresso per turismo, emanato in data 12/02/2026 dal Consolato Generale d'Italia a Lagos

Giustizia amministrativa202604290

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto d'ingresso per turismo emesso dal Consolato Generale d'Italia a Lagos

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (richiedente visto)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego del visto d'ingresso per turismo emanato il 12 febbraio 2026 dal Consolato Generale d'Italia a Lagos, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. In sede cautelare ha dedotto l'illegittimità del diniego per carenza istruttoria, sostenendo che la sede diplomatica non avrebbe svolto un accertamento effettivo sulle sue condizioni personali. Il profilo assumeva rilievo anche in ragione dell'ambiguità oggettiva della modulistica, che invitava a sbarrare, se non interessano, determinate voci. Il Ministero si è costituito in giudizio.

La decisione

Il TAR ha ritenuto sussistente il fumus boni iuris, in quanto, a una delibazione sommaria, il diniego appariva viziato da carenza istruttoria: la sede diplomatica non aveva svolto un effettivo accertamento delle condizioni personali del richiedente, nonostante l'ambiguità della modulistica. Ha ritenuto altresì sussistente il periculum in mora, reputando meritevole di considerazione il potenziale pregiudizio per il ricorrente e procedendo al bilanciamento degli interessi coinvolti. Ha quindi accolto la domanda cautelare collegiale non per disporre direttamente il rilascio del visto, ma ai fini del riesame della posizione del ricorrente da parte dell'amministrazione. Le spese sono state riservate al definitivo ed è stata fissata la prosecuzione del giudizio alla camera di consiglio del 17 novembre 2026.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare collegiale; il Tribunale ha accolto la domanda dopo avere verificato sommariamente il fumus boni iuris e il periculum in mora.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Costituisce, insieme alla normativa europea sulla protezione dei dati personali, il fondamento dell'ordine di oscuramento delle generalità del ricorrente.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati a tutela dei diritti o della dignità dell'interessato ai fini dell'oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • In sede cautelare, il diniego di un visto d'ingresso può essere sospeso ai fini del riesame quando, a una delibazione sommaria, l'amministrazione non abbia svolto un effettivo accertamento delle condizioni personali del richiedente, soprattutto in presenza di modulistica oggettivamente ambigua.
  • La carenza istruttoria può integrare il fumus boni iuris necessario per la tutela cautelare quando l'amministrazione fondi il diniego senza verificare adeguatamente i fatti personali rilevanti per la decisione.
  • Quando il potenziale pregiudizio derivante dal diniego incide significativamente sulla posizione del richiedente, il periculum in mora può risultare integrato all'esito del bilanciamento tra gli interessi del privato e quelli pubblici coinvolti.
  • L'accoglimento cautelare ai fini del riesame impone all'amministrazione una nuova valutazione della posizione dell'interessato, ma non comporta di per sé l'obbligo di rilasciare direttamente il visto.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiDifetto di istruttoriaTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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