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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 28829/2024 del 08/11/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Procedimento disciplinare per violazione del dovere di adeguamento e di indagine della volontà delle parti ex art.47 comma 2 legge notarile, in relazione all'atto pubblico del 10.4.2017 ("Riconoscimento di affidamento fiduciario e cessazione di affidamento fiduciario"). Il notaio De Negri era stato sanzionato per aver adottato nella redazione dell'atto lo schema del negozio fiduciario verbale, in contraddizione con il precedente atto di provenienza (rogito Bonato 20.1.2011) che documentava una provvista donativa (donazione indiretta). Il ricorrente contestava la valutazione circa la volontà delle parti, la non ammissione/prova testimoniale del presunto patto fiduciario anteriore e la scelta dello strumento giuridico (negozio fiduciario), anche alla luce del successivo mutamento giurisprudenziale (Cass. SS.UU. 6.3.2020 n.6459).

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di De Negri, confermando la valutazione delle autorità disciplinari e della Corte d'appello: il notaio ha adottato uno schema giuridico incompatibile con la causa di liberalità risultante dall'atto del 2011 e ha redatto l'atto del 2017 senza adeguata documentazione o indizi probatori della preesistenza del patto fiduciario. È stata confermata la negazione delle attenuanti specifiche e generiche; il ricorrente è stato condannato alle spese di legittimità liquidate in favore dei controricorrenti (importi indicati in dispositivo) e gravato di eventuale ulteriore contributo unificato ai sensi dell'art.13 DPR n.115/2002.

Norme richiamate

  • art. 47 comma 2 L. 16.2.1913 n.89 (legge notarile)

    Il notaio indaga la volontà delle parti e sotto la propria direzione e responsabilità cura la compilazione integrale dell'atto

    Il notaio deve accertare e tradurre la volontà delle parti in una forma giuridica appropriata, esercitare un controllo di legalità e garantire la certezza dei traffici; non può ignorare la causa e gli elementi vincolanti di atti di provenienza rilevanti.

  • art. 2722 c.c.

    Viene richiamato, per il principio che la prova testimoniale non può essere usata per contrastare o modificare il contenuto di un atto pubblico; limite rilevante rispetto alla prova del presunto patto fiduciario antecedente al rogito del 2011.

  • art. 2729 c.c.

    Rilevanza probatoria dell'atto pubblico quale documento di provenienza della proprietà; il contenuto dell'atto pubblico è decisivo ai fini della compatibilità degli strumenti giuridici successivi.

  • art. 360 comma 1 n. 3 c.p.c. (o c. civ. invocato come vizio di motivazione/violazione di norme)

    Ground di cassazione invocato dal ricorrente per presunta violazione di norme; la Corte ha ritenuto inammissibili o infondati i profili dedotti con questo vizio.

  • art. 138 comma 2 L. 16.2.1913 n.89

    Norma richiamata dal ricorrente insieme all'art.47; la Corte non ha ritenuto che producesse una diversa valutazione rispetto al dovere di adeguamento e controllo imposto dall'art.47.

  • Cass. SS.UU. 6.3.2020 n.6459

    Sentenza citata dal ricorrente per sostenere la possibilità di utilizzare la prova testimoniale per negozi fiduciari; la Corte osserva però che la giurisprudenza prevalente al tempo del rogito (2017) non ammetteva tale prova, per cui la valutazione disciplinare è stata fatta con riferimento al quadro giurisprudenziale vigente all'epoca.

  • artt. 1322, 1362, 809, 627, 979, 953, 790 c.c.

    Articoli richiamati dal ricorrente per sostenere la compatibilità tra causa donandi e taluni vincoli/condizioni o istituti (es. condizione risolutiva, riserva di disporre, diritti reali temporanei); la Corte ha ritenuto, invece, che nella fattispecie concreta l'atto di provenienza del 2011 attestava una provvista donativa incompatibile con un patto fiduciario che ne avrebbe fatto venire meno la causa liberale.

Massime di principio

  • Il notaio è tenuto ad indagare la volontà delle parti e a tradurla in uno schema giuridico compatibile con atti di provenienza e con la causa formale risultante dai documenti preesistenti; non può ignorare contenuti essenziali di precedenti rogiti.
  • La scelta dello strumento giuridico deve essere supportata da elementi documentali o da risultanze probatorie convincenti; adottare uno schema incompatibile con la causa dichiarata in un atto di provenienza può integrare responsabilità disciplinare.
  • La prova testimoniale per dimostrare un patto fiduciario antecedente a un atto pubblico è soggetta a limiti: la regola dell'art.2722 c.c. impedisce che si utilizzi la testimonianza per alterare il contenuto di un atto pubblico; occorre cautela nel valutarne l'ammissibilità a seconda del contesto temporale e giurisprudenziale.
  • La responsabilità disciplinare del notaio va valutata con riferimento al diritto e alla giurisprudenza vigenti al momento del fatto: eventuali cambiamenti successivi di orientamento giurisprudenziale (es. SS.UU. 6.3.2020 n.6459) non cancellano automaticamente le valutazioni sulla condotta anteriore.
  • In sede di impugnazione è necessario articolare con completezza i mezzi di prova (esposizione integrale dei capitoli di prova e dei testi) perché omissioni formali possono rendere inammissibili censure che dipendono dalla prova stessa.
  • La certezza dei traffici giuridici e la tutela della causa liberale di un atto (donazione indiretta) hanno peso rilevante: qualunque soluzione negoziale che ne comprometta la natura deve essere supportata da prove chiare o da una diversa qualificazione documentale (es. simulazione), altrimenti è da ritenersi incompatibile.

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