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Cassazione Penale, Ordinanza n. 36304/2025 del 07/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che la doglianza sulla mancata applicazione dell'art. 129 c.p.p. non fosse esperibile avverso la sentenza di appello pronunciata all'esito del concordato con rinuncia ai motivi di appello ex art. 599-bis c.p.p. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente

La controversia

L'imputato ha impugnato la sentenza della Corte di appello che, in parziale riforma della decisione del Tribunale, aveva rideterminato la pena in un anno di reclusione ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. per i delitti di evasione e di sottrazione o favoreggiamento personale contestati in continuazione. Nel ricorso per cassazione ha dedotto vizi di motivazione lamentando la mancata applicazione dell'art. 129 c.p.p. La Corte ha però rilevato che il motivo non era proponibile contro una sentenza emessa ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., poiché tale rito concordato limita l'oggetto dell'impugnazione nei termini previsti dall'art. 610, comma 5-bis, c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 599-bis c.p.p.

    Il concordato con rinuncia ai motivi di appello comporta un accordo tra le parti sulla qualificazione giuridica delle condotte e sull'entità della pena; il giudice deve controllarne legalità e congruità prima di applicarlo.

  • art. 610, comma 5-bis, c.p.p.

    Il ricorso è dichiarato inammissibile perché il motivo dedotto non è esperibile contro la sentenza pronunciata ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p.

  • art. 129 c.p.p.

    La dedotta mancata applicazione dell'art. 129 c.p.p. è stata ritenuta non deducibile in cassazione nel peculiare contesto del concordato in appello.

  • art. 81 c.p.

    Richiamato nella contestazione per la continuazione tra i reati.

  • art. 385 c.p.

    Norma incriminatrice contestata, relativa all'evasione.

  • art. 377 c.p.

    Norma incriminatrice contestata, relativa al favoreggiamento personale.

  • art. 56 della legge 23 giugno 2017, n. 103

    Norma di riforma che ha novellato l'art. 599-bis c.p.p., valorizzando il concordato con rinuncia ai motivi di appello.

Massime di principio

  • Nel giudizio di appello definito con concordato ex art. 599-bis c.p.p., le parti possono accordarsi sulla qualificazione giuridica dei fatti e sulla pena, ma il giudice deve verificare la correttezza giuridica dell'accordo e la congruità del trattamento sanzionatorio.
  • Avverso la sentenza di appello resa ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. non sono esperibili motivi di ricorso che contrastino con la struttura e i limiti del concordato, essendo operante la preclusione processuale prevista dall'art. 610, comma 5-bis, c.p.p.
  • Nel procedimento definito con concordato in appello, la deduzione della mancata applicazione dell'art. 129 c.p.p. non è scrutinabile in cassazione quando il motivo si ponga fuori dai limiti di impugnabilità stabiliti per tale rito.
  • La funzione del giudice di appello nel concordato non è quella di rivalutare integralmente il merito, ma di controllare che l'accordo delle parti rispetti i parametri legali e i limiti normativi della pena concordata.

Come è indicizzato

MaterieRiti alternativiImpugnazioniEvasioneFavoreggiamento personale
RamiProcesso penaleReati contro l'amministrazione della giustizia
IstitutiPrescrizione del reato

Testo integrale

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