Cassazione Penale, Sentenza n. 41307/2023 del 11/10/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza del 13/01/2023 della Corte d'appello di Milano per inosservanza del principio di diritto affermato nella precedente sentenza di annullamento (24/06/2022), sostenendo che sussistessero gli indici necessari per riconoscere la continuazione tra i reati commessi nello stesso giorno (estrema vicinanza temporale di circa cinque ore, vicinanza dei luoghi, identica natura dei reati contro il patrimonio, uso della violenza per assicurarsi il bene o l'impunità). La Corte territoriale, nel giudizio di rinvio, aveva invece ritenuto assente un medesimo disegno criminoso, rilevando le diverse modalità esecutive (un episodio in concorso, l'altro in forma monosoggettiva) e valorizzando la reiterazione di un altro furto tentato avvenuto un anno dopo come indice di inclinazione abituale al reato e non di pianificazione unitaria.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato che la Corte d'appello non ha violato i principi di diritto espressi nella sentenza rescindente, avendo compiuto una valutazione di merito coerente e motivata degli indici probatori: il breve intervallo temporale non è di per sé decisivo per la continuazione, e può coesistere con autonome determinazioni criminose. È stato inoltre ritenuto legittimo valorizzare la diversa modalità esecutiva e la reiterazione di un reato analogo un anno dopo come indizi contrari al carattere unitario del disegno criminoso. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
d.l. 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, commi 8 e 9
Consente il trattamento del ricorso senza l'intervento delle parti; la Corte ha agito ai sensi di questa disposizione per decidere senza rinnovare l'udienza con le parti
codice di procedura penale, art. 627, comma 3
Stabilisce che il giudice di rinvio è vincolato ai principi di diritto affermati nella sentenza rescindente; tuttavia questo vincolo riguarda principi di diritto e non impedisce al giudice di merito un diverso apprezzamento dei fatti, purché adeguatamente motivato
Massime di principio
- La sola vicinanza temporale tra reati, anche se breve, non è automatica prova di un medesimo disegno criminoso: va valutata insieme ad altri indici
- La valutazione della sussistenza della continuazione è di competenza del giudice di merito e rimane sostanzialmente insindacabile in cassazione se la motivazione è adeguata e priva di vizi logici
- Elementi quali la diversa modalità esecutiva (concorso vs azione monosoggettiva), la reiterazione di reati in tempi distanziati e l'assenza di chiari segni di pianificazione possono essere interpretati come indici contrari alla continuazione
- La sentenza rescindente vincola il giudice di rinvio solo sui principi di diritto enunciati; il giudice di rinvio può riconsiderare i fatti purché segua i principi di diritto stabiliti
- Per sostenere la continuazione è necessario dimostrare un disegno unitario o una progettualità comune attraverso una valutazione complessiva e concomitante di tutti gli indici (tempo, luogo, natura del fatto, modalità, finalità, ripetizione)
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