Cassazione Penale, Sentenza n. 33673/2025 del 13/10/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'Appello di L'Aquila (9/12/2024) deducendo plurime censure: illegittima acquisizione e utilizzazione, ai fini probatori, di dichiarazioni predibattimentali e di verbali di individuazione fotografica (richiamando artt. 512 e 526 c.p.p.); insufficienza o travisamento delle prove rispetto a più capi (furto aggravato con destrezza, spaccata e furto notturno con aggravanti, ricettazione e uso indebito di bancomat, rapina e lesioni), contestazione dell'attendibilità delle individuazioni fotografiche e de visu, carenza di documentazione sanitaria per le lesioni, richieste di riconoscimento di attenuanti (tenuità del danno, art. 62 n.4, attenuanti generiche) non riconosciute, e richiesta tardiva di accertamento peritale sulla capacità di intendere e volere sollevata per la prima volta in Cassazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile la richiesta di perizia psichiatrica proposta in sede di legittimità. Ha rilevato che alcune dichiarazioni predibattimentali e la relativa individuazione fotografica della persona offesa erano processualmente inutilizzabili alla luce dell'art. 526, comma 1-bis c.p.p., ma ha applicato la prova di resistenza: espunte tali prove, il restante compendio probatorio (video di videosorveglianza, tabulati, accertamenti di P.G., riscontri sulle transazioni, dichiarazioni e riprese successive con i beni sottratti, documentazione fotografica delle lesioni e deposizioni degli operanti) era comunque congruo e sufficiente a confermare l'affermazione di responsabilità per i reati contestati. I motivi di ricorso sono per lo più ritenuti manifestamente infondati o inammissibili per genericità o per tentativo di rivalutazione in fatto del compendio probatorio; le censure sulle attenuanti e sul trattamento sanzionatorio sono respinte in ragione della motivazione congrua dei giudici di merito. In sintesi, le condanne e le statuizioni di responsabilità confermate nei punti principali, con esclusione solo dell'utilizzo probatorio illegittimo di taluni atti che però non ha alterato l'esito.
Norme richiamate
art. 526, comma 1-bis c.p.p.
La colpevolezza dell'imputato non può essere provata sulla base delle dichiarazioni rese da chi, per libera scelta, si è sempre volontariamente sottratto all'esame da parte dell'imputato o del suo difensore
Se una persona resa irreperibile si è volontariamente sottratta al contraddittorio, le sue dichiarazioni predibattimentali non sono utilizzabili; il giudice deve comunque accertare se l'assenza sia volontaria prima di disporre l'inutilizzabilità
art. 512 c.p.p.
Regola le modalità di individuazione fotografica; i giudici valutano se siano state rispettate le garanzie procedurali, ma la loro eventuale inosservanza rileva solo se l'irreperibilità del teste appare collegata a scelta volontaria
art. 606 c.p.p.
Elenca i motivi di ricorso per cassazione (violazione di legge, nullità, vizi di motivazione, travisamento delle prove); la Corte verifica limiti di ammissibilità e sussistenza di errori di diritto o vizi di motivazione non riconducibili a mera rivalutazione del fatto
art. 191 c.p.p.
Norme sul trattamento probatorio delle dichiarazioni e sull'acquisizione di atti e deposizioni; richiamata nel contesto delle discussioni sull'attendibilità delle dichiarazioni predibattimentali
art. 648 c.p.
Definizione di ricettazione: la ricezione comprende qualsiasi possesso della cosa proveniente da delitto e il profitto è ogni utilità derivante dal possesso; anche il possesso temporaneo o per compiacenza è rilevante ai fini del reato
art. 624 e 625 c.p.
Definiscono il furto e le aggravanti (es. destrezza, travisamento, azione notturna); la Corte ha ritenuto integrati furto con destrezza e aggravanti quando l'azione è stata rapida, scaltra o resa più difficoltosa l'identificazione dell'autore
art. 213 e ss. c.p.p.
Riguardano forme di collaborazione e identificazioni; citati nel contesto di criticare presunte violazioni formali durante riconoscimenti
art. 125, 189, 192 c.p.p.
Norme richiamate in relazione alla formazione del processo verbale, alla valutazione delle prove e alle garanzie procedurali nell'assunzione di dichiarazioni e riconoscimenti
art. 62 n.4 e art. 62-bis c.p.
Regole sulle attenuanti (circostanza di particolare tenuità e attenuanti generiche): la loro concessione richiede valutazione complessiva della personalità, delle modalità dell'azione e del danno; non automatica né riconducibile solo al valore economico
art. 133 c.p. e art. 132 c.p.
Principi sul trattamento sanzionatorio e sulle modalità di determinazione della pena; utilizzati nelle censure sul mancato riconoscimento di attenuanti e sulla determinazione della pena
art. 546 e 581 c.p.p.
Richiamati in ordine ai poteri del giudice di merito in sede di appello e ai limiti per le censure in Cassazione (inammissibilità di mere rivalutazioni del fatto)
art. 6 CEDU e art. 111 Cost.
Tutela del giusto processo: invocate nelle censure sulla possibilità di nuovi accertamenti peritali e sul diritto al contraddittorio; la Corte ricorda i limiti di ammissibilità di nuove prove in Cassazione
Massime di principio
- In Cassazione le richieste di nuovi accertamenti peritali (es. perizia psichiatrica) sono inammissibili se proposte per la prima volta in sede di legittimità, perché implicherebbero valutazioni di merito incompatibili con il giudizio di legittimità
- Le dichiarazioni predibattimentali e gli atti di individuazione sono inutilizzabili qualora risulti che il teste si è volontariamente sottratto al contraddittorio (art. 526, comma 1-bis c.p.p.); il giudice deve però accertare la volontarietà dell'assenza prima di dichiararne l'inutilizzabilità
- Se alcune prove risultano illegittime, il giudice di legittimità può applicare la 'prova di resistenza': espunte le prove inutilizzabili, bisogna verificare se il residuo compendio probatorio sia sufficiente a sostenere la decisione; se lo è, la condanna può essere confermata
- Le questioni relative all'attendibilità di individuazioni fotografiche o de visu e alla valutazione comparativa dei filmati e delle testimonianze sono prevalentemente questioni di merito non sindacabili in Cassazione salvo vizio di diritto o manifesta illogicità della motivazione
- Per il reato di ricettazione il valore rilevante non è solo il valore materiale dei beni ma anche la loro potenziale utilizzabilità (es. carte di pagamento); pertanto la particolare tenuità del danno va valutata complessivamente e non riconosciuta automaticamente
- Il diniego di attenuanti generiche o di altre circostanze attenuanti è legittimo se il giudice di merito motiva la presenza di elementi negativi (pregiudizi penali, recidiva, gravità delle condotte) e non è richiesto che siano esaminati tutti gli elementi favorevoli presenti negli atti
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