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Cassazione Penale, Ordinanza n. 01354/2026 del 13/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice dell'esecuzione)

La controversia

Il ricorso ha ad oggetto il diniego, pronunciato in sede di esecuzione, del riconoscimento della continuazione ex art. 671 c.p.p. tra due sentenze irrevocabili di condanna: una per sequestro di persona a scopo di estorsione, con concorso di persone e aggravante speciale mafiosa esclusa, e una per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e detenzione/cessione di stupefacenti, anch'essa con aggravante mafiosa esclusa. Il condannato ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo che la prova della programmazione unitaria deriverebbe dal fatto che i delitti sarebbero maturati nel medesimo contesto temporale e nell'ambito della sua leadership in una famiglia di 'ndrangheta. La Corte ha però rilevato che il ricorso si risolveva in una mera rilettura degli elementi già valutati dal giudice dell'esecuzione, senza indicare specifiche fratture logiche o carenze argomentative della motivazione impugnata.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che l'ordinanza impugnata fosse sorretta da motivazione adeguata, immune da illogicità manifeste e conforme alle risultanze processuali, e che il ricorrente si limitasse a proporre una diversa lettura del materiale già esaminato. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende ex art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 671 c.p.p.

    In sede esecutiva il riconoscimento del vincolo della continuazione richiede l'accertamento della unicità del disegno criminoso, valutazione rimessa al giudice di merito e sindacabile in cassazione solo per vizio di motivazione.

  • art. 81, comma 2, c.p.

    vincolo ex art.81 cpv. cod. pen.

    La continuazione presuppone un progetto criminoso unitario, non desumibile automaticamente dalla mera contiguità temporale o dall'analogia tra i reati.

  • art. 616 c.p.p.

    euro tremila in favore della cassa delle ammende

    In caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e, salvo esonero, di una somma alla cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In tema di continuazione in executivis, l'unicità del disegno criminoso è un accertamento di fatto rimesso al giudice di merito; in cassazione è censurabile solo se la motivazione manchi, sia manifestamente illogica o si ponga in contrasto con le risultanze processuali.
  • La mera contiguità cronologica tra i reati, ovvero l'identità o l'analogia dei titoli di reato, non è sufficiente a provare la continuazione, potendo essere indici anche di abitualità criminosa o di una seriale scelta di vita illecita.
  • Chi chiede il riconoscimento della continuazione in sede esecutiva deve allegare elementi specifici e concreti idonei a dimostrare un originario progetto criminoso unitario; non basta richiamare il contesto mafioso o il ruolo apicale dell'agente se tali elementi non collegano in modo puntuale i singoli reati.
  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando si limita a prospettare una diversa lettura del compendio valutativo già scrutinato dal giudice dell'esecuzione, senza indicare errori giuridici o salti logici della decisione impugnata.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniPena e commisurazione
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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