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Legge

L.R. Veneto 20/2014

Istituzione delle Riserve naturali regionali del Monte Baldo denominate "Lastoni-Selva Pezzi" e "Gardesana Orientale".

Normativa regionaleL.R. Veneto 20/2014Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge istituisce due riserve naturali regionali nel Monte Baldo (Comune di Malcesine, Verona), ne definisce finalità, zonizzazione, regime di tutela, gestione affidata a Veneto Agricoltura, vigilanza e sanzioni. Il regolamento attuativo della Giunta entra in vigore 90 giorni dopo la pubblicazione. Le norme finanziarie riguardano il solo esercizio 2014.

Istituzione delle Riserve naturali regionali "Lastoni-Selva Pezzi" e "Gardesana Orientale" nel Comune di Malcesine

Istituzione delle Riserve naturali regionali "Lastoni-Selva Pezzi" e "Gardesana Orientale"

La legge regionale del Veneto istituisce due riserve naturali regionali nel Comune di Malcesine, in provincia di Verona, nell’area del Monte Baldo. Il provvedimento disciplina perimetro, finalità di tutela, regime delle attività consentite, gestione, vigilanza, sanzioni e profili finanziari.

Ambito territoriale e perimetrazione

Le due riserve sono collocate nelle foreste demaniali del Monte Baldo, appartenenti al patrimonio forestale regionale. I confini e la ripartizione in zone risultano dalla planimetria allegata in scala 1:25.000.

Finalità di tutela

Le riserve perseguono due obiettivi principali:

  • conservazione e valorizzazione della biodiversità, dell’ambiente, della flora e della fauna in un’area di particolare interesse naturalistico ed ecologico;
  • promozione dello studio scientifico e dei servizi ecosistemici, in coerenza con la disciplina europea sulla conservazione degli uccelli selvatici e degli habitat naturali e seminaturali.

L’area è ricompresa nel SIC e ZPS IT 3210039 "Monte Baldo Ovest".

Segnaletica

Lungo il perimetro delle riserve devono essere collocate tabelle visibili da ogni punto di accesso, recanti la dicitura "Regione del Veneto - Riserva naturale regionale", integrata dalla qualificazione "integrale" o "speciale" a seconda della tipologia di zona. Le tabelle devono essere mantenute in buono stato di conservazione e leggibilità.

Classificazione delle aree e regime di tutela

Le aree interne alle riserve sono suddivise in:

  • zona di riserva naturale regionale generale con regime di riserva integrale;
  • zona di riserva naturale regionale speciale.

Nella zona a regime di riserva integrale è consentito l’accesso solo per:

  • ragioni di studio;
  • fini educativi;
  • escursioni naturalistiche;
  • compiti amministrativi e di vigilanza.

In tale zona è vietata qualsiasi attività antropica, salvo gli interventi selvicolturali, ambientali e naturalistici finalizzati alla conservazione della biodiversità.

Nella zona speciale, oltre a quanto consentito per la zona integrale, sono ammessi gli sport non competitivi tipici delle aree montane, purché svolti in forme non lesive dell’ambiente.

In entrambe le zone sono inoltre consentiti, secondo le modalità previste dal regolamento, gli interventi di recupero dei manufatti storici esistenti.

Per il territorio ricompreso nelle riserve cessano di applicarsi le specifiche norme di tutela del Titolo VII del vigente PTRC, scheda n. 13 "Monte Baldo".

Gestione

La gestione delle riserve è affidata a Veneto Agricoltura, che opera come ente gestore avvalendosi del proprio personale e svolgendo le funzioni di direzione e amministrazione necessarie al raggiungimento delle finalità della legge.

Regolamento attuativo

La Giunta regionale approva il regolamento delle riserve su proposta dell’ente gestore e sentiti il Comune di Malcesine e la commissione consiliare competente. Tali pareri devono essere resi entro 90 giorni dalla richiesta; decorso tale termine si può procedere anche senza di essi.

Il regolamento disciplina le attività e gli interventi consentiti nel territorio delle riserve, nel rispetto della legge regionale sulle aree protette e dei principi della legge quadro statale.

Il regolamento acquista efficacia 90 giorni dopo la pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto.

Vigilanza, accertamento e sanzioni

La vigilanza sull’applicazione della legge e delle disposizioni conseguenti è affidata all’ente gestore, tramite il proprio personale incaricato o mediante convenzioni e intese con personale di altri enti od organismi di vigilanza.

Per l’accertamento delle violazioni e l’irrogazione delle sanzioni si applica la legge n. 689/1981.

Sono previste le seguenti sanzioni amministrative:

  • da euro 1.000 a euro 40.000 per le attività svolte in violazione delle disposizioni sulla tutela delle riserve, oltre alle ulteriori sanzioni previste dalle leggi vigenti;
  • da euro 100 a euro 500 per ogni altra violazione della legge, quando la normativa vigente non preveda già una specifica sanzione.

In ogni caso, i trasgressori devono demolire o rimuovere le opere abusivamente eseguite, ripristinare i luoghi e risarcire il danno. Sono inoltre confiscati vegetali e altri beni rimossi o asportati, animali uccisi o catturati, armi, macchinari e attrezzi impiegati nella violazione.

Aspetti finanziari

Gli oneri per la segnaletica sono quantificati in euro 10.000 per l’esercizio 2014 e coperti mediante le risorse del bilancio regionale 2014, con corrispondente riduzione del fondo speciale per le spese d’investimento.

Entrata in vigore

La legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto.

Testo integrale

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