Sentenza n. 5321/2026 - Napoli, Sezione 1
per l'annullamento del provvedimento prot. n. 004904 del 6 agosto 2026, con il quale l’Università Telematica Pegaso ha disposto l’annullamento in autotutela del titolo di abilitazione all’insegnamento per la classe di concorso A001 – Arte e immagine nella scuola secondaria di I grado, conseguito dalla ricorrente ai sensi dell’art. 13 del D.P.C.M. 4 agosto 2023; nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale, ancorché non conosciuto, ed in particolare dell’asserita comunicazione di avvio del procedimento, della richiesta di integrazione documentale, degli atti istruttori e degli eventuali accertamenti richiamati o comunque posti a fondamento del provvedimento impugnato.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: annullamento in autotutela dell’abilitazione all’insegnamento per la classe di concorso A001, conseguita ai sensi dell’art. 13 del D.P.C.M. 4 agosto 2023
Esito
Favorevole al ricorrente (docente abilitata)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha impugnato il provvedimento del 6 agosto 2026 con cui l’Università Telematica Pegaso aveva annullato in autotutela il titolo di abilitazione all’insegnamento per la classe A001. Ha dedotto la violazione del contraddittorio procedimentale, l’insussistenza dei presupposti per l’annullamento del titolo e la violazione dei principi di buona fede, collaborazione, proporzionalità e ragionevolezza, nonché la lesione dell’affidamento. Ha esteso l’impugnazione agli atti presupposti, connessi e consequenziali.
La decisione
Nel corso del giudizio l’Università ha comunicato di avere annullato in autotutela il provvedimento impugnato con nota del 18 settembre 2026. Poiché la ricorrente ha così conseguito l’utilità sostanziale perseguita, il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, senza esaminare nel merito i motivi di ricorso. Ha compensato le spese tra tutte le parti, valorizzando il tempestivo comportamento dell’Università, che ha rimosso l’atto lesivo dopo essersi avveduta della fondatezza delle ragioni della ricorrente; ha tuttavia posto a carico dell’Università il rimborso del contributo unificato, subordinatamente alla prova dell’effettivo versamento.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.;
La disposizione è stata applicata per definire il ricorso con sentenza in esito alla camera di consiglio fissata per la domanda cautelare, dopo aver sentito le parti.
art. 88 c.p.c.
alla cessazione della materia del contendere non si correla necessariamente la condanna alle spese secondo la regola della soccombenza virtuale, potendo essere premiato il comportamento processuale dell’Amministrazione, conforme al principio di lealtà, ai sensi dell'art. 88 c.p.c., con la compensazione delle spese
La cessazione della materia del contendere non comporta necessariamente la condanna alle spese secondo la soccombenza virtuale: il giudice può compensarle valorizzando il comportamento processuale leale dell’amministrazione che abbia rimosso tempestivamente l’atto.
Massime di principio
- Quando l’amministrazione rimuove in autotutela, nel corso del giudizio, il provvedimento impugnato e il ricorrente consegue così l’utilità sostanziale perseguita, il giudice dichiara cessata la materia del contendere.
- In caso di cessazione della materia del contendere, la regola della soccombenza virtuale non impone automaticamente la condanna alle spese: la tempestiva rimozione dell’atto da parte dell’amministrazione e la lealtà del suo comportamento processuale possono giustificare la compensazione delle spese.
- La compensazione delle spese non impedisce di porre a carico dell’amministrazione il rimborso del contributo unificato effettivamente versato dal ricorrente.
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