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Legge

L.R. Basilicata 41/2009

INTERVENTI REGIONALI PER LA PREVENZIONE E IL CONTRASTO DELLA CRIMINALITÀ E PER LA PROMOZIONE DELLA CULTURA DELLA LEGALITÀ E DI UN SISTEMA INTEGRATO DI SICUREZZA NELL'AMBITO DEL TERRITORIO REGIONALE

Normativa regionaleL.R. Basilicata 41/2009

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge disciplina, per la Regione Basilicata, interventi di prevenzione e contrasto della criminalità comune e organizzata, sostegno alle vittime, educazione alla legalità, contrasto alle truffe agli anziani, tutela dei soggetti deboli con videosorveglianza in alcune strutture e misure per la polizia locale e la sicurezza urbana. Prevede finanziamenti regionali, criteri biennali della Giunta e una relazione annuale al Consiglio. Il comma sul patrocinio per legittima difesa è stato dichiarato incostituzionale.

Interventi regionali per prevenzione criminalità, legalità e sicurezza integrata

Interventi regionali per la prevenzione della criminalità, la legalità e la sicurezza integrata

La legge della Regione Basilicata definisce un quadro organico di interventi per prevenire e contrastare criminalità comune e organizzata, promuovere la cultura della legalità e rafforzare un sistema integrato di sicurezza sul territorio regionale. La disciplina si rivolge a enti locali, scuole, università, terzo settore e altri soggetti istituzionali e sociali coinvolti nelle azioni di prevenzione, sostegno e reinserimento.

Finalità generali e ambito di intervento

La Regione considera la sicurezza un bene comune essenziale per lo sviluppo della comunità regionale e interviene nei limiti delle competenze costituzionali. Le azioni regionali comprendono iniziative dirette e finanziamenti per:

  • prevenzione e lotta contro criminalità comune e organizzata;
  • sostegno alle vittime della criminalità;
  • sensibilizzazione della società civile e delle istituzioni;
  • promozione di un sistema integrato di sicurezza;
  • contrasto alle truffe ai danni della popolazione anziana.

La Regione contribuisce anche alla progettazione di interventi di prevenzione dei comportamenti antisociali e criminosi fin dalla minore età, in ambito scolastico, nei luoghi pubblici e nei luoghi di lavoro.

Tipologie di interventi promossi

Gli interventi regionali si articolano in due grandi filoni: sostegno alle vittime dei reati di stampo mafioso e della criminalità comune e organizzata, e diffusione della cultura della legalità e della convivenza civile. Tali interventi sono promossi, progettati e realizzati dagli enti locali, anche in collaborazione con associazioni, scuole, università, cooperative, comunità di recupero e organizzazioni di volontariato operanti nel sociale e regolarmente costituite.

Rientrano inoltre nel perimetro della legge:

  • programmi di attività finanziabili con fondi correnti per aumentare i livelli di sicurezza, contrastare l’illegalità e favorire integrazione e reinserimento sociale;
  • progetti di investimento finanziabili in conto capitale per riqualificare aree degradate, acquistare e installare strumenti e attrezzature per sistemi integrati di sicurezza, inclusa la videosorveglianza, e realizzare sistemi di gestione delle informazioni.

Prevenzione e contrasto della criminalità comune e organizzata

La Regione promuove azioni specifiche per contrastare i fenomeni di illegalità e criminalità, anche mafiosa, mediante:

  • rafforzamento della prevenzione sociale verso aree e soggetti esposti a rischio criminogeno;
  • riqualificazione di spazi pubblici, anche tramite iniziative socio-culturali per favorire l’integrazione sociale;
  • monitoraggio e analisi dei fenomeni di illegalità collegati alla criminalità comune e organizzata;
  • intese e accordi di collaborazione con organi dello Stato, altri enti pubblici nazionali e locali, enti e associazioni del terzo settore e soggetti iscritti nei registri regionali del volontariato e dell’associazionismo.

Educazione alla legalità, scuole e responsabilizzazione giovanile

La legge attribuisce rilievo all’educazione alla legalità e alla convivenza civile, con attenzione a criminalità organizzata, bullismo e cyberbullismo giovanile, devianze giovanili e responsabilizzazione dei genitori. La Regione promuove iniziative rivolte a studenti e docenti, anche mediante intese o convenzioni con l’Ufficio scolastico regionale e con l’Università, per:

  • sviluppare coscienza civile, costituzionale e democratica;
  • promuovere il rispetto delle diversità;
  • contrastare le mafie;
  • aggiornare il personale docente;
  • predisporre strumenti utili a far emergere eventuali situazioni di illegalità negli istituti scolastici della regione.

Contrasto alle truffe ai danni della popolazione anziana

La Regione promuove iniziative formative, informative e culturali, nonché interventi di assistenza materiale e psicologica, per prevenire e contrastare i reati che colpiscono gli anziani, con particolare riguardo ai delitti contro il patrimonio mediante frode.

Gli interventi possono essere realizzati:

  • direttamente dalla Regione;
  • tramite finanziamenti e contributi ai soggetti destinatari;
  • in collaborazione con le forze dell’ordine, sulla base di apposita intesa.

La Regione promuove inoltre la stipulazione di contratti di assicurazione da parte dei comuni a beneficio delle vittime dei reati considerati.

Tutela dei soggetti deboli e videosorveglianza nelle strutture

La legge prevede misure di contrasto agli abusi fisici e psicologici a tutela di soggetti deboli, tra cui bambini, anziani e persone con disabilità fisiche o psichiatriche ospitate in strutture pubbliche e private.

Previo accordo con parti sindacali, soggetti privati e amministrazioni competenti, la Regione promuove l’installazione di sistemi di videosorveglianza in:

  • asili nido;
  • scuole dell’infanzia;
  • case di riposo e cura per anziani;
  • centri diurni di salute mentale;
  • strutture a breve e lunga degenza per persone con disabilità fisiche o psichiatriche.

I sistemi devono essere conformi alla normativa vigente e le registrazioni devono essere realizzate e conservate nel rispetto della legge.

Per le strutture pubbliche regionali e per quelle che operano per conto della Regione, l’installazione dei sistemi di videosorveglianza deve avvenire entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge; in caso di inadempimento è prevista la sospensione dell’autorizzazione allo svolgimento dell’attività fino all’adeguamento. Gli istituti parificati o privati di nuova apertura devono rispettare tali disposizioni come condizione per ottenere le autorizzazioni regionali.

Assistenza alle vittime della criminalità

La Regione favorisce interventi di assistenza e aiuto ai familiari di esercenti attività imprenditoriali, commerciali, artigianali o comunque economiche, nonché degli altri soggetti deceduti vittime della criminalità, tramite:

  • assistenza legale;
  • contributi per affrontare emergenze economiche derivanti dal decesso.

Il comma che prevedeva il patrocinio a spese della Regione in specifici procedimenti penali per legittima difesa è stato dichiarato illegittimo costituzionalmente e non è più applicabile.

Interventi per la polizia locale

La legge inserisce nella normativa regionale sulla polizia locale un nuovo articolo dedicato ad altri interventi finanziati dalla Regione, finalizzati ad assicurare un adeguato controllo del territorio e un più efficiente svolgimento delle funzioni di polizia locale.

Gli interventi possono riguardare, previa intesa con gli enti locali interessati:

  • costituzione e miglioramento delle sale operative e collegamento tra esse, anche a favore di servizi associati e in raccordo con gli altri corpi di polizia;
  • istituzione del vigile di quartiere, mediante nuclei o unità operative territoriali di quartiere, rione o zona;
  • potenziamento delle attività di vigilanza nelle aree maggiormente esposte a rischio di attività criminose.

Gli oneri sono coperti nei limiti delle disponibilità derivanti da programmi cofinanziati dall’UE, Fondo di Sviluppo e Coesione, FAS e fondi nazionali e regionali.

Sicurezza urbana e cofinanziamento dei progetti locali

La Regione partecipa, in concorso con gli enti locali, alla realizzazione di progetti per la sicurezza urbana e promuove iniziative comunali finalizzate a prevenire e contenere disagio sociale, degrado urbano e inciviltà, tenendo conto delle caratteristiche e problematicità di ciascun territorio.

Per tali finalità la Regione finanzia il costo del progetto validato, con particolare riferimento a progetti per:

  • realizzazione, implementazione e sostituzione di sistemi di videosorveglianza esistenti;
  • acquisto di mezzi e tecnologie utili al contrasto della criminalità.

Ogni ente può presentare un solo progetto. La Giunta regionale definisce criteri e modalità di accesso al cofinanziamento.

Adesione al Forum europeo per la sicurezza urbana

La Regione aderisce al Forum Europeo per la Sicurezza Urbana, associazione internazionale con sede a Parigi costituita tra comuni, province e regioni europee. I diritti derivanti dall’adesione sono esercitati dal Presidente della Regione o da un suo delegato.

L’adesione comporta il pagamento di una quota annuale determinata dallo statuto dell’associazione e nei limiti delle disponibilità autorizzate annualmente dalla legge di bilancio regionale.

Criteri di assegnazione dei finanziamenti e controlli

La Giunta regionale, sentita la commissione consiliare competente e nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, determina ogni due anni:

  • i criteri e le modalità di assegnazione dei finanziamenti;
  • i termini e le modalità di presentazione delle domande di contributo;
  • tempi e modalità di attuazione degli interventi;
  • misure di controllo sulla corretta utilizzazione dei finanziamenti.

Monitoraggio e clausola valutativa

Il Consiglio regionale esercita il controllo sull’attuazione della legge e valuta i risultati conseguiti nel prevenire e contrastare il crimine organizzato e mafioso. La Giunta trasmette una relazione annuale che deve indicare:

  • l’evoluzione dei fenomeni di illegalità collegati alla criminalità organizzata di tipo mafioso nel territorio regionale, anche rispetto al contesto nazionale;
  • gli interventi e le iniziative coordinati e finanziati dalla Regione e i risultati ottenuti;
  • l’ammontare delle risorse e la loro ripartizione, nonché le modalità di selezione dei soggetti pubblici e privati coinvolti;
  • il programma e le proposte per il biennio successivo.

La valutazione degli effetti della legge deve coinvolgere anche cittadini e soggetti attuatori. La Giunta rende accessibili i dati e le informazioni raccolte; il Consiglio pubblica i documenti conclusivi dell’esame insieme alla relazione.

Copertura finanziaria

Per le spese correnti è autorizzata la spesa di:

  • euro 5.000 per l’anno 2018;
  • euro 40.000 per l’anno 2019;
  • euro 40.000 per l’anno 2020.

La copertura avviene mediante prelievo dal Fondo speciale per oneri di natura corrente derivanti da provvedimenti legislativi regionali, indicato nel bilancio di previsione pluriennale 2018-2020 della Regione Basilicata. La Giunta è autorizzata ad apportare le variazioni di bilancio necessarie.

Regime temporale e applicabilità attuale

La legge è entrata in vigore con la pubblicazione nel Bollettino ufficiale regionale. L’unica previsione espressamente colpita da declaratoria di illegittimità costituzionale è il comma sul patrocinio a spese della Regione per determinate ipotesi di legittima difesa, limitatamente ai cittadini per i quali l’azione penale sia stata esercitata dal 1° gennaio 2019.

Nel complesso, la legge resta un quadro normativo tuttora applicabile in materia di sicurezza, legalità e prevenzione, ma alcune misure risultano legate a stanziamenti e orizzonti finanziari iniziali già conclusi.

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