Cassazione Penale, Sentenza n. 14937/2023 del 07/04/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la conferma della condanna per plurimi furti pluriaggravati e danneggiamenti aggravati derivanti da attività estrattiva di inerti in cava. Le censure principali erano: (i) che le quantità estratte erano state acquistate o concordate con i proprietari (vicende contrattuali e certificati di pagamento) e quindi non costituivano furto; (ii) doglianze sulla mancata ammissione di prove chieste in appello (certificati, planimetrie, perizia/consulenza) ritenute decisive; (iii) vizio di motivazione circa l'aggravante ex art. 625 n.7 (esposizione alla pubblica fede) e circa la demanialità della fascia di protezione della falda acquifera; (iv) dedotta concorrenza fra il reato di furto aggravato dalla violenza sulle cose e il reato di danneggiamento, con richiesta di assorbimento di quest'ultimo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha in gran parte rigettato i ricorsi, ritenendo infondati i motivi che chiedevano rivalutazione di merito delle prove e la rinnovazione istruttoria. Ha però accolto il motivo (comune) secondo cui il reato di danneggiamento/escavazione era funzionale all'esecuzione del furto: pertanto ha annullato senza rinvio la sentenza nei confronti di Marfisi Roberto quanto al capo D) e nei confronti di Marfisi Paolo quanto al capo F), riconoscendo l'assorbimento del reato di danneggiamento nel furto e ha eliminato la pena aggiuntiva (mesi 1 di reclusione ed euro 100 di multa) precedentemente inflitta per tali capi. Tutte le altre censure sono state respinte; è stata confermata la demanialità della fascia di protezione della falda e la sussistenza, ove ritenuto, dell'aggravante di cui all'art. 625 n.7 per l'esposizione della ghiaia alla pubblica fede. I ricorrenti sono stati condannati alla rifusione delle spese di rappresentanza della parte civile.
Norme richiamate
art. 624 cod. pen.
Norma base sul reato di furto; richiamata nella contestazione per il prelievo degli inerti.
art. 625 cod. pen. comma 1 n.7
Aggravante per il furto quando la cosa sia esposta alla pubblica fede o destinata a pubblica utilità; la Corte interpreta in senso estensivo l'"esposizione alla pubblica fede", includendo anche l'accessibilità naturale (non necessariamente visibilità immediata).
art. 635 cod. pen.
Delitto di danneggiamento (distruzione, deterioramento, ecc.); la Corte ha ritenuto che tale reato, se funzionale all'esecuzione del furto mediante escavazione, venga assorbito dal furto aggravato dalla violenza sulle cose.
art. 144 T.U. ambientale (D.Lgs. 152/2006)
Normativa richiamata in relazione al deterioramento/distruzione dei luoghi in violazione delle norme ambientali; posta a fondamento delle imputazioni di danneggiamento in area di tutela della falda.
art. 822 cod. civ.
Richiamato nella discussione sulla demanialità: la Corte ha ritenuto la fascia di protezione della falda come funzionalmente unita alla falda stessa e quindi rientrante nella demanialità necessaria.
art. 110 cod. pen.
Norma sul concorso di persone nel reato (concorso di reati); citata nella rubrica delle imputazioni riferite a più soggetti e più reati.
art. 606 cod. proc. pen. lett. d)
Motivo di impugnazione per mancata assunzione di prova decisiva: la Corte ricorda i limiti per l'allegazione di una prova decisiva e quando la mancata acquisizione può integrare vizio di legittimità.
art. 603 e art. 495 cod. proc. pen.
Richiamati in tema di rinnovazione dell'istruttoria in appello e sul carattere 'neutro' della perizia che non può essere qualificata come prova decisiva ai sensi dell'art. 606 lett. d).
art. 620 cod. proc. pen. comma 1 lett. 1)
Norma procedurale che consente alla Corte di Cassazione di annullare la sentenza impugnata senza rinvio per la parte interessata; applicata per eliminare la pena relativa ai capi assorbiti.
Massime di principio
- La Corte di Cassazione non è sede per una rivalutazione di merito delle prove: i ricorsi che propongono una diversa interpretazione dei fatti raccolti in dibattimento sono inammissibili o infondati.
- La richiesta di rinnovazione istruttoria o l'ammissione di una perizia in appello è disciplinata da criteri restrittivi; l'assenza di acquisizione di una perizia neutra raramente costituisce prova decisiva ai sensi dell'art. 606 lett. d).
- Il danneggiamento funzionale all'esecuzione del furto (ad es. escavazione per prelevare materiale) può essere assorbito dal reato di furto aggravato dalla violenza sulle cose: in tali casi il giudice deve considerare l'assorbimento e, se già sanzionato separatamente, eliminare la pena concorrente.
- L'aggravante ex art. 625 n.7 (esposizione alla pubblica fede/destinazione a pubblica utilità) può essere riconosciuta anche quando l'"esposizione" derivi da una condizione naturale del bene e non da una volontà del proprietario; non è richiesta la immediata visibilità del bene.
- La qualificazione della demanialità di una fascia di rispetto (es. a protezione di una falda acquifera) può essere valutata come funzionalmente connessa alla risorsa idrica e non separata dalla stessa; contestazioni su tale natura costituiscono tipicamente valutazioni di fatto di competenza del giudice del merito.
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