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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48051/2022 del 19/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Palermo che, in sede di riesame, aveva rigettato la richiesta di revoca del decreto di sequestro probatorio emesso dal P.M. (16/02/2022). Il ricorrente contestava: 1) la mancata trasmissione al Tribunale del riesame di atti investigativi nella loro integrità, in particolare dei decreti e contenuti delle intercettazioni; 2) la nullità del decreto di sequestro probatorio per carenza di motivazione circa le cose sottoposte a sequestro e la conseguente necessità di convalida; 3) l'assenza di adeguata indicazione del fumus commissi delicti relativo al delitto di usura, con particolare riferimento alla prova dello stato di bisogno delle vittime e della sproporzione dei compensi percepiti.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso manifestamente inammissibile e lo ha condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende. Motivazione: il ricorso per cassazione avverso ordinanze di riesame è ammissibile solo per violazione di legge (art. 325 c.p.p.); il primo motivo è infondato perché il P.M. può selezionare il materiale indiziario da trasmettere e l'obbligo di trasmissione integrale sussiste solo per gli atti favorevoli all'imputato (art. 291 c.p.p.); il secondo motivo è infondato poiché il P.M. aveva delegato alla polizia giudiziaria il sequestro della documentazione pertinente e il decreto era motivato, per cui non era necessaria convalida; il terzo motivo è inammissibile perché censura la logica della motivazione (vizio valutativo) e non una violazione di legge riconducibile ai limiti dell'art. 325.

Norme richiamate

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Il ricorso per cassazione contro ordinanze di riesame è ammesso solo per violazione di legge; le censure puramente logiche o valutative della motivazione non sono sufficiente base di ammissibilità.

  • art. 291 cod. proc. pen.

    L'obbligo di trasmissione degli atti al giudice riguarda prioritariamente gli elementi favorevoli all'imputato; il P.M. può selezionare il materiale indiziario da trasmettere al giudice del riesame.

Massime di principio

  • Un ricorso per cassazione contro ordinanze di riesame è ammissibile principalmente per violazioni di legge formali o vizi motivazionali così gravi da configurare errores in iudicando o in procedendo; critiche meramente logiche alla valutazione degli elementi sono in genere inammissibili.
  • Il pubblico ministero ha discrezionalità nel selezionare gli atti da trasmettere al giudice del riesame; la trasmissione integrale è obbligatoria soprattutto per gli elementi favorevoli all'imputato (art. 291 c.p.p.). La difesa deve individuare e dimostrare quali atti mancanti avrebbero un'effettiva rilevanza favorevole.
  • Quando il P.M. delega alla polizia giudiziaria il sequestro probatorio e indica in modo motivato gli elementi da vincolare, non è sempre necessaria una successiva convalida; la convalida è richiesta se la polizia ha proceduto a perquisizione o se il provvedimento non indicava i beni sottoposti a vincolo.
  • Per contestare con successo la sussistenza del fumus commissi delicti in sede di riesame è preferibile proporre censure che evidenzino violazioni di legge o omissioni motivazionali strutturali (es. mancanza totale di motivazione o contraddizioni insanabili), piuttosto che semplici valutazioni alternative dei fatti.
  • In concreto, la difesa dovrebbe: a) precisare quali atti mancanti sono effettivamente favorevoli e perché, b) documentare eventuali vizi formali del decreto di sequestro (es. inesistenza di indicazione dei beni), e c) mirare a far emergere vizi giuridici piuttosto che discutere solo la valutazione probatoria.

Testo integrale

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