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Cassazione Civile, Ordinanza n. 27942/2025 del 20/10/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (società)

La controversia

La controversia nasce dal danneggiamento di una gru concessa in noleggio in un cantiere. Nei giudizi di merito la domanda di risarcimento proposta dal concedente contro il soggetto che aveva utilizzato la gru era stata rigettata, ritenendosi che il deterioramento fosse dipeso da una manovra errata dell’operatore inviato dallo stesso concedente in un rapporto qualificato come nolo "a caldo". Il ricorrente ha proposto quattro motivi: (1) violazione degli artt. 1588, 2733 e 2735 c.c., contestando la ricostruzione dei fatti e sostenendo che l’uso della cosa locata e il relativo rischio dovessero comunque essere imputati al conduttore; (2) omesso esame di fatti decisivi e delle prove orali, deducendo che il ribaltamento della gru sarebbe dipeso non da errore di manovra ma dall’assenza di perni di fissaggio; (3) violazione dell’art. 1587 c.c. e omesso esame di fatti decisivi, lamentando che non fosse stata adeguatamente valutata la responsabilità del conduttore per omessa custodia del cantiere e della gru; (4) violazione degli artt. 2697 e 1591 c.c., censurando la mancata considerazione della questione relativa all’onere della prova sulla quantificazione del danno e al lucro cessante, anche in rapporto alla vendita della gru durante il giudizio.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che i primi tre motivi mirassero, in realtà, a ottenere una diversa ricostruzione dei fatti e delle prove, operazione non consentita in sede di legittimità; inoltre, il secondo e il terzo motivo erano comunque ostacolati dalla doppia conforme di merito quanto ai fatti, con conseguente preclusione del vizio ex art. 360, n. 5, c.p.c. Il quarto motivo è stato considerato sostanzialmente assorbito dall’inammissibilità degli altri motivi e dalla conferma dell’esclusione di un diritto al risarcimento. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e dell’ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 1588 c.c.

    Nel nolo a caldo il conduttore risponde del deterioramento della cosa locata salvo che provi che il fatto è avvenuto per causa a lui non imputabile; la Corte d’appello ha ritenuto assolto tale onere in favore del conduttore sulla base dell’imputazione del danno all’operatore inviato dal concedente.

  • art. 2733 c.c.

    Richiamato dal ricorrente a sostegno della censura sulla ricostruzione dei fatti e delle dichiarazioni confessorie o equiparate.

  • art. 2735 c.c.

    Richiamato dal ricorrente a sostegno della censura sulla ricostruzione dei fatti e delle dichiarazioni confessorie o equiparate.

  • art. 1587 c.c.

    Richiamato per sostenere l’obbligo del conduttore di custodire la cosa locata; la censura è stata ritenuta inammissibile perché volta a rivalutare il fatto.

  • art. 2697 c.c.

    Richiamato con riferimento all’onere della prova sulla quantificazione del danno e sul diritto al risarcimento.

  • art. 1591 c.c.

    Richiamato con riferimento al lucro cessante da ritardata restituzione o mancato godimento del bene, ma la questione è stata ritenuta assorbita.

  • art. 360 c.p.c.

    Il vizio di violazione di legge non può essere usato per contestare la ricostruzione del fatto; il vizio motivazionale ex n. 5 è inammissibile in presenza di doppia conforme sui fatti e non consente il riesame del merito.

  • art. 348-ter c.p.c.

    In presenza di doppia decisione conforme in fatto, il ricorso per cassazione non può essere proposto per il vizio motivazionale di cui all’art. 360, n. 5, c.p.c.

  • art. 132 c.p.c.

    Richiamato per delimitare i vizi della motivazione denunciabili in cassazione.

  • art. 366 c.p.c.

    Richiamato per il carente adempimento degli oneri di specifica allegazione e localizzazione degli atti e delle prove.

  • art. 13 d.P.R. n. 115/2002

    Applicazione dell’obbligo di versare l’ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • In sede di legittimità, la deduzione di violazione di legge non può risolversi nella mera contestazione della ricostruzione dei fatti compiuta dai giudici di merito o nella richiesta di una diversa valutazione del materiale probatorio.
  • Il vizio di cui all’art. 360, n. 5, c.p.c. riguarda l’omesso esame di un fatto storico decisivo e discusso tra le parti; non consente di censurare il mancato esame di singoli elementi istruttori se il fatto storico sia comunque stato considerato dal giudice di merito.
  • Quando la sentenza d’appello conferma quella di primo grado sulla base delle stesse ragioni di fatto, opera la preclusione della "doppia conforme" rispetto alla deduzione del vizio motivazionale nei limiti previsti dall’art. 348-ter c.p.c.
  • Nel rapporto di nolo a caldo, l’accertamento della causa del danno alla cosa concessa in godimento e l’imputazione della condotta all’operatore inviato dal concedente possono incidere sull’esito della prova liberatoria del conduttore ex art. 1588 c.c.; tuttavia, tale accertamento resta tipicamente riservato al giudice di merito.
  • La censura relativa alla quantificazione del danno resta assorbita se viene meno il presupposto stesso del diritto al risarcimento per effetto del rigetto o dell’inammissibilità delle doglianze principali.

Come è indicizzato

MaterieComodatoInadempimentoImpugnazioni
RamiContrattiObbligazioniProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaNullità

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