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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14023/2025 del 09/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore impugnava la sentenza di non luogo a procedere che aveva ritenuto sussistente lo stato di necessità (art. 54 c.p.) a giustificazione dell'occupazione arbitraria di un alloggio pubblico. Il ricorrente contestava l'applicazione della causa di giustificazione sostenendo che il Tribunale non aveva individuato un pericolo imminente e che, nel caso di occupazione stabile trasformata in residenza abituale, lo stato di necessità può valere solo per pericoli attuali e transitori e non per risolvere definitivamente la mancanza di un'abitazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto che la sentenza di non luogo a procedere emessa ex art. 554-ter c.p.p. non è impugnabile mediante ricorso per cassazione 'per saltum' e che il rimedio corretto è l'appello ai sensi dell'art. 554-quater c.p.p. Di conseguenza il ricorso proposto per cassazione è stato convertito in appello e gli atti sono stati trasmessi alla Corte d'Appello dell'Aquila. La Corte non si è pronunciata sul merito della questione sostanziale relativa allo stato di necessità.

Norme richiamate

  • art. 554-ter cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la tipologia di decisione impugnata (sentenza di non luogo a procedere emessa in esito all'udienza di comparizione predibattimentale); tale decisione non è soggetta a ricorso per cassazione 'per saltum'.

  • art. 569 cod. proc. pen.

    Regola i casi di ricorso per cassazione 'per saltum'; la Corte ricorda che tale rimedio è ammesso solo per sentenze che definiscono il primo grado o altre decisioni espressamente indicate, non per le sentenze ex art. 554-ter.

  • art. 554-quater cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'appello avverso la sentenza di non luogo a procedere ex art. 554-ter; la Corte ha convertito il ricorso per cassazione in appello e disposto la trasmissione degli atti alla Corte d'Appello competente.

  • art. 54 cod. pen.

    La causa di giustificazione invocata in primo grado (stato di necessità). Dal testo del provvedimento emerge la critica del Procuratore secondo cui lo stato di necessità richiede un pericolo imminente e non giustifica una occupazione stabile finalizzata a risolvere definitivamente l'assenza di abitazione.

  • artt. 110, 633, 639-bis, 635 comma 2, n.1), e 61 n.2 cod. pen.

    Norme che individuano i reati contestati (concorso, occupazione/violazione, aggravanti ecc.): la Corte di Cassazione non ha esaminato il merito di tali contestazioni, limitandosi alla questione di ammissibilità del mezzo impugnatorio.

Massime di principio

  • Le sentenze di non luogo a procedere pronunciate ex art. 554-ter c.p.p. devono essere impugnate con appello ai sensi dell'art. 554-quater; il ricorso per cassazione 'per saltum' è inammissibile e, se proposto, sarà convertito in appello.
  • La Corte di Cassazione può convertire un ricorso per cassazione erroneamente proposto in appello e disporre la trasmissione degli atti alla Corte d'Appello competente senza decidere sul merito.
  • Lo stato di necessità (art. 54 c.p.) richiede tipicamente un pericolo attuale, imminente e non altrimenti evitabile; l'occupazione stabile di un immobile trasformata in residenza abituale è difficilmente giustificabile con uno stato di necessità fondato su esigenze di soluzione definitiva dell'abitazione.
  • In casi simili l'onere probatorio sulla sussistenza dell'immediatezza e della transitorietà del pericolo grava sulla parte che invoca la causa di giustificazione; va valutata la proporzionalità e l'assenza di alternative ragionevoli.
  • Per il pubblico ministero è opportuno proporre appello (non ricorso per cassazione 'per saltum') quando si intende impugnare una sentenza ex art. 554-ter; in caso di errore formale il giudice superiore provvederà alla conversione, ma è preferibile adottare il corretto rimedio per evitare ritardi procedurali.

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