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Sentenza

Sentenza del 24/04/2015 n. 8354 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Campania, che aveva confermato la legittimità dell'avviso di accertamento TARSU relativo all'anno 2002, riguardante una superficie scoperta di spiaggia di 556,50 mq utilizzata per uno stabilimento balneare. In precedenza, i giudici tributari avevano ritenuto che l'area fosse operativa e, in quanto tale, integralmente assoggettabile alla tassa. Il ricorso per cassazione si articolava in sei motivi, ma non conteneva, alla conclusione di ciascun motivo, i quesiti di diritto né il momento di sintesi richiesti per le censure di vizio motivazionale.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per violazione dell'obbligo processuale previsto dall'art. 366-bis c.p.c. La formulazione dei quesiti di diritto e del momento di sintesi contenuta soltanto nella memoria depositata ai sensi dell'art. 378 c.p.c. è stata ritenuta tardiva e irrituale. Poiché la sentenza impugnata era stata depositata il 19 dicembre 2008, l'art. 366-bis c.p.c. era applicabile. La ricorrente è stata inoltre condannata al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, liquidate in 700 euro per compensi professionali, oltre spese forfettarie e accessori di legge.

Norme richiamate

  • Art. 366-bis c.p.c.

    La formulazione del quesito di diritto e del momento di sintesi è prescritta a pena di inammissibilità.

    Per i ricorsi proposti nel periodo di vigenza della norma, ciascun motivo fondato sulla violazione di legge doveva concludersi con uno specifico quesito di diritto; ciascun motivo relativo a un vizio di motivazione doveva contenere una chiara indicazione del fatto controverso e delle ragioni dell'insufficienza o contraddittorietà della motivazione. La mancanza di tali elementi comportava l'inammissibilità del ricorso.

  • Art. 360, comma 1, nn. 1-4 e n. 5, c.p.c.

    La disposizione individua i motivi di ricorso per cassazione, distinguendo tra violazioni di legge e vizi della motivazione; per questi motivi, quando l'art. 366-bis era applicabile, erano richiesti rispettivamente il quesito di diritto o il momento di sintesi.

  • Art. 378 c.p.c.

    La memoria depositata in prossimità dell'udienza non può sostituire i requisiti formali che devono essere contenuti nel ricorso originario; la formulazione tardiva dei quesiti o del momento di sintesi è irrituale e non sana l'inammissibilità.

  • D.Lgs. 2 febbraio 2006, n. 40, art. 6

    Ha introdotto l'art. 366-bis c.p.c., rendendo obbligatori i quesiti di diritto e il momento di sintesi per determinati ricorsi per cassazione.

  • Legge 18 giugno 2009, n. 69, art. 47, comma 1, lett. d)

    Ha abrogato l'art. 366-bis c.p.c. dal 4 luglio 2009; tuttavia, la norma continuava ad applicarsi ai ricorsi contro sentenze pubblicate durante il periodo della sua vigenza.

  • Normativa TARSU sulle aree operative

    Nel giudizio di merito è stato ritenuto che l'area scoperta adibita a stabilimento balneare fosse un'area operativa e quindi integralmente assoggettabile alla TARSU.

Massime di principio

  • Nei ricorsi per cassazione occorre verificare la disciplina processuale applicabile in base alla data di pubblicazione della sentenza impugnata, non soltanto alla data di proposizione del ricorso.
  • Quando una norma processuale richiede elementi a pena di inammissibilità, tali elementi devono essere inseriti nell'atto introduttivo e non possono essere validamente aggiunti o perfezionati con una memoria successiva.
  • La mancata formulazione di quesiti di diritto o di una chiara sintesi del vizio motivazionale può impedire completamente l'esame del merito della controversia.
  • In materia di tributi locali, un'area scoperta utilizzata concretamente per un'attività economica può essere qualificata come area operativa e assoggettata alla tassa, salvo specifiche esenzioni o dimostrazione di obiettive condizioni di inutilizzabilità o non tassabilità.
  • La dichiarazione di inammissibilità comporta normalmente la condanna della parte soccombente al pagamento delle spese del giudizio.

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