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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30545/2024 del 25/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza d'appello per plurime ragioni tra cui: vizio di motivazione e erronea applicazione della normativa sulle associazioni mafiose (art. 416-bis) — contestata in relazione alla prova della partecipazione e all'uso/ disponibilità di armi (comma 4); valutazioni errate sulla qualificazione delle estorsioni (consumate vs tentate); violazioni sul calcolo della continuazione e della riedeterminazione della pena (art. 81 c.p.); mancata declaratoria di improcedibilità per eadem facto; carenze nell'individuazione/attribuzione delle voci intercettate e nelle relative identificazioni; rigetto o omessa motivazione sulle attenuanti generiche (art. 62-bis); doglianze procedurali sulla rinnovazione istruttoria (art. 603 e 441 c.p.p.) e sulla corretta applicazione di norme speciali (es. art. 416-bis, comma 3; art. 73 DPR 309/1990). Alcuni ricorrenti sollevano inoltre profili di inammissibilità e di travisamento della prova.

La decisione

La Corte di legittimità, con decisione mista, ha: - annullato con rinvio la sentenza d'appello nei confronti di Messina Salvatore (rinvio per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'appello di Catania); - annullato con rinvio limitatamente al riconoscimento della continuazione (con la sentenza irrevocabile del 6/07/2018, "Spina Trasporti") nei confronti di Felice Giuseppe; - annullato con rinvio, limitatamente al trattamento sanzionatorio, nei confronti di Navarria Aldo Carmelo e Presti Gianluca; - annullato con rinvio, limitatamente al riconoscimento delle attenuanti generiche, nei confronti di Politini Stefania Lorena e Presti Mirko; - rigettato i ricorsi di Ardizzone Carmelo e Cosentino Domenico Orazio (con condanna alle spese); - dichiarato inammissibili i ricorsi di Di Stefano Carmelo, Faro Giuseppe, Leone Venerando, Monaco Corrado, Sapia Vincenzo, Stimoli Barbaro e Stimoli Pietro (con condanna alle spese e pagamento di euro 3.000 ciascuno alla Cassa per le ammende per i profili di inammissibilità). Per il resto le affermazioni di responsabilità ritenute in primo e secondo grado sono state dichiarate irrevocabili ove non espressamente annullate. La Cassazione ha inoltre precisato principi di diritto su vari profili (partecipazione mafiosa, aggravante armi, valutazione intercettazioni, onere di allegazione delle sentenze per la continuazione ecc.).

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    comma 1; comma 2; comma 3; comma 4

    La Corte conferma che la partecipazione all'associazione mafiosa può risultare da condotte fattuali anche in assenza di rituale affiliazione; l'aggravante della disponibilità di armi (comma 4) può essere valutata anche per associazioni storicamente armate (es. "Cosa Nostra") come fatto notorio, e può gravare sul singolo partecipe se sia consapevole della disponibilità o ne ignori la presenza per colpa

  • art. 81 cod. pen.

    In presenza di continuazione con fatti già giudicati con sentenza irrevocabile il giudice, in sede di cognizione, deve operare il calcolo unico della pena con l'aumento previsto dall'art. 81 piuttosto che sommare meccanicamente pene autonome; la mancata corretta applicazione può giustificare annullamento e rinvio

  • art. 62-bis cod. pen.

    Dopo la riforma non basta lo stato di incensuratezza: il giudice deve motivare specificamente il diniego delle attenuanti generiche valutando elementi individualizzanti; omissioni motivazionali su questo punto giustificano annullamento parziale

  • art. 73 d.P.R. 309/1990

    Per la valutazione dell'eventuale applicabilità della causa di lieve entità (comma 5) in assenza di sequestro, il giudice può comunque escluderla se emergono elementi indiretti, attendibili e congrui che indicano quantitativi e modalità tali da escludere l'ipotesi lieve

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Il giudice deve valutare con rigore le dichiarazioni captate in intercettazioni quando non vi è sequestro o riscontro materiale; le affermazioni basate su intercettazioni possono comunque integrare prova se supportate da indici concreti e congruenti

  • art. 603 cod. proc. pen.

    Regola la rinnovazione istruttoria nel giudizio abbreviato d'appello: la Corte può rigettare richieste di prova supplementare se non necessarie; tuttavia la mancata assunzione di prova decisiva può essere oggetto di censura se la Corte non motiva

  • art. 441 cod. proc. pen.

    Disciplina l'istruzione probatoria nel rito abbreviato: la valutazione della necessità di ulteriori mezzi istruttori è rimessa al giudice di merito; la decisione di non rinnovare deve risultare motivata

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Norma sul dispositivo di condanna alle spese in caso di rigetto del ricorso in Cassazione

  • art. 56, 629, 393 cod. pen.

    Richiamati nei casi di concorso di persone nel reato (concorso morale o materiale) e per la configurazione dell'estorsione: la Corte ribadisce che non è necessario che ogni concorrente compia l'azione tipica purché abbia dato apporto consapevole alla realizzazione del risultato

  • art. 125, 192, 546, 649 cod. proc. pen.

    Articoli processuali citati in relazione a vizio di motivazione, mezzi di prova e duplicazioni di contestazioni: la Corte richiede correlazione tra atto di accusa e motivazione e rigore nella motivazione di decisioni che incidono sul diritto di difesa

  • art. 12-quinques I. n. 356/1992

    Norma antimafia richiamata in relazione alle intestazioni fittizie: la Corte valorizza il criterio che il dolo specifico può ricavarsi dal contesto e dagli elementi che mostrano l'uso dell'impresa per finalità di agevolazione di consorterie mafiose

  • art. 133 cod. pen.

    Principi di determinazione della pena: la Corte richiama che la determinazione deve essere motivata e proporzionata e che vanno rispettati i limiti di legge nella riedeterminazione per continuazione

Massime di principio

  • La partecipazione ad associazione mafiosa può essere provata con comportamenti stabili e funzionali all'organizzazione anche in assenza di rituale affiliazione; quindi valutare ruolo e condotte concrete (es. riscossione "pizzo")
  • L'aggravante della disponibilità di armi può essere applicata anche sulla base del fatto notorio per mafie storiche (es. Cosa Nostra) purché il giudice motivi la rilevanza storico‑giudiziaria per il singolo contesto
  • In caso di richiesta di riconoscimento della continuazione con sentenze irrevocabili, il difensore deve produrre copia delle sentenze: l'onere probatorio di allegazione è essenziale in sede di cognizione
  • Nella riedeterminazione della pena tra fatti giudicati e fatti già irrevocabili il calcolo corretto è un unico computo con l'aumento ex art. 81; il trattamento sanzionatorio non va trattato come mero cumulo di pene autonome
  • Dopo la riforma dell'art. 62-bis il semplice stato di incensuratezza non garantisce le attenuanti generiche: il giudice deve valutare e motivare specifici elementi individualizzanti
  • L'accettazione del rito abbreviato non impedisce alle parti di contestare l'attribuzione vocale delle intercettazioni: l'identificazione fonica richiede motivazione e riscontri concreti o può essere annullata per carenza
  • Per i reati di stupefacenti, in mancanza di sequestro, la condanna è possibile se le intercettazioni e gli indici (quantità, prezzo, modalità, pagamenti) forniscono un dato probatorio forte e congruo
  • Nel valutare se un recupero credito costituisca estorsione è decisivo accertare una finalità ulteriore e di agevolazione di interessi mafiosi (il terzo che esige per conto della cosca trasforma esercizio di credito in estorsione)

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