Cassazione Penale, Sentenza n. 30515/2024 del 25/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Posca ha impugnato l'ordinanza di conferma della custodia cautelare in carcere sostenendo: 1) che le risultanze investigative dimostrerebbero solo rapporti di compravendita occasionale con i Rizza e Riccelli e non l'adesione a un sodalizio criminoso ex art. 74 d.P.R. 309/1990; 2) che l'arresto del 29/10/2022 e la successiva misura agli arresti domiciliari avrebbero interrotto i collegamenti con il gruppo rendendo superflua una misura custodiale grave e proponendo misure meno afflittive.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Sul primo motivo ha ritenuto pienamente motivata la valutazione del giudice di merito secondo cui l'attività di "costante e continuativo" approvvigionamento di hashish configurava partecipazione stabile al sodalizio, oltre la mera relazione contrattuale occasionale. Sul secondo motivo ha ritenuto infondata la prova dell'effettivo e duraturo allontanamento dal gruppo: anche dopo l'arresto del 29/10/2022 vi erano elementi (es. solidarietà e assistenza dei sodali, mancata imputazione del prezzo della droga sequestrata) che indicavano la persistenza dei rapporti e il rischio di recidiva specifica, rendendo inadeguata una misura autocustodiale o il solo braccialetto elettronico. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
d.P.R. n. 309 del 1990, art. 74
art. 74 d.p.r. n. 309/1990
La Corte interpreta la partecipazione al sodalizio dedito al traffico di stupefacenti come comprensiva anche di soggetti che forniscono costantemente approvvigionamento al gruppo; il rapporto continuativo supera la mera compravendita occasionale e costituisce adesione al programma criminoso.
Codice penale, art. 110
Riferimento ai concetti di partecipazione e concorso nel reato, utilizzato per inquadrare la rilevanza penale della condotta di approvvigionamento continuativo nel contesto associativo.
Codice di procedura penale, art. 606 comma 1 lett. b) ed e)
art. 606, comma 1, lett. b) ed e) cod. proc. pen.
Norme che individuano i motivi di ricorso per cassazione impugnati: vizio di motivazione e erronea applicazione della legge penale; la Corte ricorda i limiti del sindacato in sede di legittimità sulle valutazioni di merito.
Codice di procedura penale, art. 274
Richiamato in relazione al vizio di motivazione: la Corte valuta la fondatezza della presunzione di persistenza del pericolo e l'adeguatezza della motivazione del giudice di merito nel disporre la misura cautelare.
Massime di principio
- L'acquisto costante e continuativo di droga da un gruppo può integrare partecipazione ad un'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti quando crea un vincolo durevole di reciproca utilità che supera il rapporto occasionale.
- Per la configurazione dell'associazione non è necessaria la conoscenza personale fra tutti i membri: è sufficiente la volontà consapevole di partecipare assieme ad almeno altre due persone a una struttura criminosa organizzata.
- In sede di Cassazione il sindacato sul vizio di motivazione di provvedimenti cautelari è limitato: il controllo riguarda l'adeguatezza logico-giuridica delle ragioni addotte, non il riesame libero delle risultanze probatorie.
- La mera precedente arresto o l'applicazione di una misura non dimostrano automaticamente l'interruzione dei legami associativi; bisogna valutare elementi concreti che attestino un effettivo e durevole allontanamento.
- La sussistenza di consenso, assistenza o comportamenti di protezione da parte dei sodali (es. non addebitare il prezzo della droga sequestrata) può essere considerata prova della persistenza del vincolo associativo.
- Misure alternative meno afflittive (arresti domiciliari, braccialetto elettronico) possono essere ritenute insufficienti se il quadro indiziario e la rete di rapporti indicano rischio di recidiva specifica o di ostacolo alle indagini.
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