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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12514/2025 del 01/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la conferma della condanna per reati ambientali e violazione dei sigilli. Hanno dedotto tre motivi: (1) carenza di prova dell'inquinamento contestato e richiesta di riqualificazione dei fatti ai sensi degli artt. 137 e 256 del D.lgs. 152/2006; (2) mancata applicazione dell'attenuante speciale "ravvedimento operoso" di cui all'art. 452-decies c.p., avendo i ricorrenti collaborato e partecipato alla messa in sicurezza; (3) vizio in relazione all'art. 349 c.p. (violazione di sigilli), sostenendo di aver avuto autorizzazioni o di non essere a conoscenza dei provvedimenti, e contestando l'aggravante riconosciuta a carico di Ducci Bruno

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili la maggior parte dei motivi di ricorso e ha rigettato i profili di censura relativi alla prova del reato di inquinamento (art. 452-bis c.p.) e all'esclusione dell'attenuante del ravvedimento operoso, ritenendo che la motivazione di merito fosse articolata e fondata su elementi visivi, tecnici e temporali (estensione, durata dello sversamento, analisi con idrocarburi 38.600 mg/kg, recupero di fanghi e rifiuti pericolosi). Ha però annullato con rinvio la sentenza limitatamente all'accertamento dell'aggravante prevista dal secondo comma dell'art. 349 c.p. a carico di Ducci Bruno, perché la Corte d'appello non ha fornito risposte puntuali su quel punto; rimangono inammissibili o rigettati gli altri profili. È stato poi disposto l'onere delle spese di cassazione per i ricorrenti, l'obbligo di versare alla Cassa delle Ammende euro 3.000,00 e l'assorbimento delle spese delle parti civili per la fase di legittimità per mancata collaborazione specifica

Norme richiamate

  • art. 452-bis cod. pen.

    Reato di inquinamento ambientale qualificato come delitto di danno: richiede compromissione o deterioramento "significativi e misurabili" di acque, aria, suolo o ecosistemi; la prova del danno non richiede sempre accertamenti tecnici specifici se l'alterazione è apprezzabile per altre evidenze (durata, estensione, reperti, quantità recuperate).

  • art. 452-quinquies cod. pen.

    Prevede pena minore per i fatti di inquinamento causati per colpa; citato in quadro normativo come riferimento sulle tipologie di responsabilità ambientale.

  • art. 452-decies cod. pen.

    "le pene ... sono diminuite dalla metà a due terzi nei confronti di colui che si adopera per evitare che l'attività delittuosa venga portata a conseguenze ulteriori, ovvero, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, provvede concretamente alla messa in sicurezza, alla bonifica e, ove possibile, al ripristino dello stato dei luoghi..."

    Attenuante speciale "ravvedimento operoso": richiede concretezza, efficacia e tempestività dell'intervento (deve essersi attivato prima della dichiarazione di apertura del dibattimento o, per le attività in corso, entro i termini previsti per la sospensione del processo). Non è sufficiente una mera o forzata partecipazione priva di risultato; la collaborazione deve essere effettiva e non dovuta/necessitata dall'autorità.

  • art. 349 cod. pen.

    Violazione dei sigilli: la condotta è aggravata se posta in essere dal custode o da chi, pur non essendo custode, ne conosce la qualità; l'aggravante può essere comunicata ai concorrenti se questi erano consapevoli o colpevolmente ignoranti della qualità di custode.

  • art. 137 D.lgs. 152/2006

    Norma richiamata nella richiesta di riqualificazione: disciplina aspetti della gestione rifiuti e delle responsabilità ambientali, potenzialmente rilevante per qualificare diversamente le condotte contestate.

  • art. 256 D.lgs. 152/2006

    Prevede ipotesi di riqualificazione e definizioni tecniche relative alla classificazione di rifiuti e alle conseguenti responsabilità; evocata dai ricorrenti per chiedere diversa qualificazione dei fatti.

  • art. 240 D.lgs. 152/2006

    Richiamato implicitamente in relazione a nozioni di messa in sicurezza, bonifica e ripristino; la Corte osserva che tali attività sono disciplinate dal D.lgs. 152/2006 e che la bonifica tecnica può coinvolgere il responsabile ma richiede attività concrete.

  • art. 606 comma 1 lett. e) cod. proc. pen.

    Causa di nullità o vizio di motivazione dedotta in cassazione: utilizzata per valutare la congruità e completezza della motivazione di merito rispetto alle censure.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede l'obbligo per il ricorrente di sostenere le spese del procedimento in caso di inammissibilità del ricorso; applicato dalla Corte nei confronti dei ricorrenti.

  • art. 62 n.6 cod. pen.

    Riferimento al principio generale sulle circostanze del ravvedimento e sui limiti temporali e oggettivi per la rilevanza di condotte riparatorie come circostanza attenuante.

Massime di principio

  • Per il reato di inquinamento ambientale (art. 452-bis c.p.) non è sempre necessario un accertamento tecnico formale: possono valere elementi visivi, durata, estensione, analisi parziali e quantità di rifiuti recuperati per dimostrare "compromissione" o "deterioramento" significativi e misurabili.
  • L'attenuante del "ravvedimento operoso" (art. 452-decies) richiede un intervento concreto, efficace e anteriore alla dichiarazione di apertura del dibattimento; la mera collaborazione formale, la semplice attivazione amministrativa o interventi imposti da terzi difficilmente valgono come ravvedimento premiale.
  • La violazione dei sigilli (art. 349 c.p.) con aggravante della qualità di custode può essere attribuita anche ai concorrenti se era nota o colpevolmente ignorata la qualità di custode; i giudici devono motivare chiaramente l'applicazione dell'aggravante.
  • In cassazione la genericità, la mancata allegazione integrale di atti o la mancata confutazione puntuale della motivazione di merito portano spesso all'inammissibilità dei motivi: i ricorrenti devono confrontarsi specificamente con la motivazione impugnata e produrre gli atti citati.
  • La Corte può limitare l'annullamento a profili specifici (es. aggravanti) e disporre rinvio per nuovo giudizio su quelle parti senza rimettere in discussione l'intero impianto condannatorio quando la motivazione di merito sia complessivamente fondata.

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