Cassazione Penale, Sentenza n. 47156/2022 del 13/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
L'imputato, sottoposto agli arresti domiciliari e autorizzato a recarsi in tribunale per un interrogatorio, veniva sorpreso dopo l'udienza in un bar presso la stazione ferroviaria mentre acquistava sostanza stupefacente. Era stato condannato in abbreviato per il reato di evasione (art. 385 c.p.). Il ricorso denunciava violazioni di legge e vizi di motivazione: la sosta al bar sarebbe stata breve, funzionale ad attendere il treno per il rientro nell'abitazione e compatibile con l'autorizzazione, non costituisce né deviazione significativa né elusione della sorveglianza; in subordine si prospettava la ricondotta del fatto al reato contravvenzionale di cui all'art. 650 c.p.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, statuendo che il fatto non sussiste. Ha ritenuto che la breve sosta al bar, pur per un'attività illecita (acquisto di stupefacente) non autorizzata e rilevante ai fini di possibile aggravamento della misura, non costituisse una significativa deviazione dal percorso né fosse diretta a eludere la sorveglianza; pertanto non si è verificata l'ipotesi del delitto di evasione.
Norme richiamate
art. 385 cod. pen. (evasione), commi 1 e 3
La norma è stata richiamata quale titolo del reato contestato: la Cassazione ribadisce l'interpretazione giurisprudenziale secondo cui l'evasione si realizza non solo con la fuga da un istituto, ma con l'elusione della sorveglianza; tuttavia nel caso specifico non risultava la elusione della sorveglianza né una deviazione significativa dal percorso di rientro.
art. 650 cod. pen. (inosservanza di provvedimenti dell'autorità)
Richiamato dalla difesa come possibile riconduzione del fatto in una contravvenzione meno grave. La Corte ha ritenuto comunque che la condotta non integrasse l'evasione penale; non si è invece espressamente applicata la fattispecie contravvenzionale nei dettagli della sentenza, ma la nozione serve a sottolineare la possibile diversa qualificazione delle violazioni minori.
art. 276 cod. proc. pen. (modifica/aggravamento della misura)
Citato come ambito in cui l'acquisto di stupefacenti, pur non integrando l'evasione penale, può rilevare per l'eventuale aggravamento della misura cautelare o per misure disciplinari processuali a carico dell'imputato.
Massime di principio
- Per configurare il reato di evasione occorre non solo l'allontanamento dal luogo di detenzione, ma l'elusione della vigilanza effettiva o potenziale: valutare sia l'elemento oggettivo (deviazione significativa dal percorso autorizzato) sia quello soggettivo (intenzione di eludere i controlli).
- Una breve sosta, se effettuata lungo il percorso necessario e senza prova di volontà di eludere il controllo, non costituisce automaticamente evasione; la temporalità e la prossimità del luogo di controllo sono elementi decisivi.
- Attività non autorizzate compiute durante l'allontanamento (es. acquisto di stupefacenti) possono rilevare ai fini di misure cautelari o disciplinari (es. aggravamento della misura) ma non necessariamente comportano il reato di evasione se manca l'elusione della sorveglianza.
- In caso di contestazione, la prova dell'intento di eludere la sorveglianza grava sull'accusa: occorrono elementi concreti di deviazione, sottrazione al controllo o comportamento diretto a impedire il rientro nella detenzione domiciliare.
- Quando il comportamento non integra l'evasione, valutare sempre la possibilità di una diversa qualificazione (es. contravvenzione per inosservanza di specifici provvedimenti) e l'adozione di provvedimenti amministrativi o cautelari al posto della sanzione penale.
- Per chi è autorizzato a spostarsi, è consigliabile ottenere indicazioni scritte sulle modalità, tempi e itinerario consentiti e, se possibile, conservare documentazione (biglietti, timbri, ricevute) che dimostri il rispetto dell'autorizzazione.
Testo integrale
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