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Ordinanza

Ordinanza n. 10197/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'accertamento e la dichiarazione dell'illegittimità del silenzio serbato dal Ministero dell'Istruzione sulla domanda n. 32078 inoltrata dalla ricorrente in data 11/09/2023 per il riconoscimento del titolo di formazione professionale nonché per l'accertamento e la condanna all'obbligo di provvedere sulla domanda n. 32078 presentata dalla ricorrente in data 11/09/2023 per il riconoscimento del titolo di formazione professionale

Giustizia amministrativa202401708

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato sulla domanda di riconoscimento di un titolo di formazione professionale ritenuto valido per l'insegnamento di sostegno, conseguito in Spagna

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La ricorrente aveva proposto un'azione avverso il silenzio dell'Amministrazione, chiedendo l'accertamento dell'illegittimità dell'inerzia e la condanna dei Ministeri resistenti all'adozione di un provvedimento espresso sulla domanda di riconoscimento del titolo di formazione professionale presentata l'11 settembre 2023. Il giudizio era già stato definito con sentenza, che aveva accolto il ricorso, ordinato all'Amministrazione di provvedere espressamente e nominato un Commissario ad acta per il caso di ulteriore inerzia. Successivamente, la ricorrente ha dichiarato di rinunciare al ricorso e agli effetti favorevoli della sentenza.

La decisione

Il Collegio ha ritenuto che la dichiarazione depositata dopo la pronuncia della sentenza non costituisse una rinuncia al ricorso, ormai definito, ma una rinuncia agli effetti favorevoli della sentenza. Tale rinuncia è stata qualificata come facoltà rimessa alla libera scelta della parte vittoriosa e non richiede alcuna intermediazione o statuizione giudiziale. Di conseguenza, il Tribunale ha dichiarato il non luogo a provvedere, senza adottare ulteriori statuizioni sulla domanda originaria o sugli effetti della sentenza.

Massime di principio

  • Quando una parte vittoriosa rinuncia agli effetti favorevoli di una sentenza dopo che il giudizio è stato definito, tale dichiarazione è qualificabile come rinuncia agli effetti della sentenza e costituisce espressione di una libera facoltà della parte, non necessitante di intermediazione o di una specifica statuizione giudiziale.
  • La rinuncia agli effetti favorevoli di una sentenza già pronunciata non determina una nuova decisione sul merito della controversia, sicché il giudice può dichiarare il non luogo a provvedere.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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