Sentenza n. 54/2026 - Bologna, Sezione 2
per l'ottemperanza della sentenza n. 323/2024 del Tribunale di Ravenna, Sezione Lavoro, pubblicata in data 17.09.2024.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza n. 323/2024 del Tribunale di Ravenna, Sezione Lavoro, passata in giudicato
Esito
Favorevole al ricorrente (creditore vittorioso)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto ricorso per ottenere l'ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Ravenna, Sezione Lavoro, n. 323/2024, pubblicata il 17 settembre 2024 e passata in giudicato, come attestato dalla cancelleria il 25 marzo 2025. La sentenza era stata notificata al Ministero ai fini della decorrenza del termine dilatorio di 120 giorni per l'esecuzione, ma l'Amministrazione è rimasta inadempiente. Il Ministero, pur intimato, non si è costituito.
La decisione
Il TAR ha ritenuto fondato il ricorso e lo ha accolto, accertando la perdurante inadempienza del Ministero rispetto alle statuizioni della sentenza definitiva passata in giudicato. Ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito di dare esecuzione alla sentenza presupposta entro sessanta giorni dalla notificazione o comunicazione in via amministrativa della presente sentenza, detraendo quanto eventualmente già corrisposto. Per l'ulteriore inadempimento, su istanza della ricorrente, ha nominato quale commissario ad acta il dirigente dell'Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna, o un funzionario delegato, con facoltà di subdelega, incaricandolo di provvedere entro i successivi novanta giorni. Il Ministero è stato condannato alle spese del giudizio, liquidate in 500 euro oltre spese generali e oneri accessori, alla restituzione del contributo unificato se versato e alla distrazione delle spese in favore dei difensori.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Disciplina il giudizio di ottemperanza; sulla base di tale disposizione il TAR ha imposto all'Amministrazione l'esecuzione della sentenza passata in giudicato e ha previsto, in caso di ulteriore inerzia, l'intervento sostitutivo del commissario ad acta.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza è sufficiente l'accertamento del passaggio in giudicato della sentenza presupposta, della sua notificazione ai fini dell'esecuzione e della persistente inerzia dell'amministrazione obbligata per ordinare l'adempimento delle statuizioni giudiziali.
- Il giudice dell'ottemperanza può fissare un termine per l'esecuzione della sentenza e nominare sin d'ora un commissario ad acta, subordinandone l'intervento all'ulteriore inadempimento dell'amministrazione e all'istanza della parte interessata.
- L'esecuzione della sentenza deve tenere conto degli importi eventualmente già corrisposti, che devono essere detratti dall'adempimento dovuto.
- La soccombenza nel giudizio di ottemperanza comporta la condanna dell'amministrazione inadempiente alle spese processuali e alla restituzione del contributo unificato, se versato.
Come è indicizzato
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