Ordinanza n. 659/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4
per la riforma della sentenza breve del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania sezione staccata di Salerno (Sezione Seconda) n. 01968/2025.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza breve del TAR Campania, Sezione staccata di Salerno, che aveva accolto il ricorso contro la vicenda relativa al rilascio del nulla osta del Parco
Esito
Favorevole al resistente (richiedente nulla osta)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Ente Parco ha proposto appello cautelare, chiedendo la sospensione dell'efficacia della sentenza di primo grado che aveva accolto il ricorso del privato. Il testo non specifica i motivi di illegittimità dedotti con l'appello, ma indica che la domanda cautelare mirava a sospendere gli effetti della sentenza. La questione cautelare riguardava, in particolare, la sussistenza del periculum in mora e la possibilità per il Parco di rideterminarsi sulla domanda di rilascio del nulla osta.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello cautelare. In sede di delibazione propria della fase cautelare, ha ritenuto non adeguatamente provato il periculum in mora. La sentenza impugnata, infatti, non preclude al Parco di rideterminarsi in relazione alla domanda di rilascio del nulla osta; tale possibilità escludeva, allo stato, la dimostrazione di un pregiudizio grave e irreparabile idoneo a giustificare la sospensione. La decisione è stata adottata senza pregiudicare la definizione della controversia nel merito. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
art. 98 c.p.a.
La disposizione è richiamata quale base processuale della domanda cautelare in appello e della relativa decisione.
Massime di principio
- In appello cautelare, la sospensione dell'efficacia della sentenza di primo grado richiede la dimostrazione dei presupposti cautelari, incluso un periculum in mora adeguatamente riscontrato sul piano probatorio.
- Il periculum in mora non è adeguatamente dimostrato quando la sentenza di primo grado lascia impregiudicato il potere dell'amministrazione di rideterminarsi sulla domanda dell'interessato, poiché non risulta attuale un pregiudizio grave e irreparabile derivante dall'esecuzione della sentenza.
- La valutazione compiuta in sede cautelare non anticipa la definizione della controversia nel merito.
Come è indicizzato
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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