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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41498/2025 del 29/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale di Caltanissetta che, in appello cautelare ex art. 310 c.p.p., aveva confermato l'aggravamento della misura interdittiva (sospensione dall'esercizio del pubblico ufficio) ritenendo violate le prescrizioni per il comportamento dell'imputato che si era recato negli uffici comunali. Due motivi principali: (1) vizio di motivazione e violazione di legge per avere il Tribunale ritenuto violata la misura interdittiva per un "passaggio di consegne" o attività doverosa richiesta dalla Segretaria comunale, senza considerare che in tal caso non sarebbe necessaria autorizzazione del G.I.P.; (2) violazione di legge per avere il Tribunale sostituito la misura degli arresti domiciliari con medesima misura senza braccialetto elettronico nonostante la difesa non avesse chiesto espressamente la rimozione del braccialetto e avesse invece sollecitato una misura diversa e più graduata.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse. Medio tempore il difensore munito di procura speciale ha depositato rinuncia al ricorso motivata dalla revoca della misura cautelare (ordinanza del G.I.P. del 23/10/2025) per cessazione delle esigenze cautelari. Per tale sopravvenuta mancanza di interesse il ricorso non è stato esaminato nel merito e il Collegio ha escluso la condanna del ricorrente alle spese processuali e alla sanzione pecuniaria a favore della cassa delle ammende, richiamando giurisprudenza consolidata che esclude tali conseguenze quando l'inammissibilità deriva dal venir meno dell'interesse.

Norme richiamate

  • art. 310 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'appello cautelare; il Tribunale ha deciso in questa sede l'aggravamento/sostituzione della misura cautelare.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Limiti di deduzione in cassazione: il ricorso è stato proposto nei limiti di questa disposizione (limiti ai motivi di ricorso).

  • Giurisprudenza: Sez. U, n. 7 del 25/06/1997 (Chiappetta)

    Principio richiamato secondo cui la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione determina inammissibilità del ricorso senza automatica condanna alle spese.

  • Giurisprudenza: Sez. 1, n. 11302 del 19/09/2017 (Rezmuves)

    Conferma il principio che l'inammissibilità per sopravvenuta mancanza di interesse non configura soccombenza e quindi non giustifica condanna alle spese o sanzioni pecuniarie.

Massime di principio

  • La revoca o cessazione della misura cautelare intervenuta dopo la proposizione del ricorso rende il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse; in tal caso il giudice di legittimità non entra nel merito.
  • La rinuncia al ricorso depositata dal difensore munito di procura speciale comporta l'inammissibilità quando è motivata dalla sopravvenuta cessazione dell'interesse.
  • L'inammissibilità per sopravvenuta mancanza di interesse non comporta automaticamente condanna alle spese processuali né sanzione pecuniaria, poiché non si configura una soccombenza della parte.
  • Se il ricorrente contesta la qualificazione di comportamenti come violazione di prescrizioni cautelari per attività dovute (es. "passaggio di consegne"), è necessario fornire elementi probatori e argomentazioni specifiche sull'eccezionalità o necessità dell'azione e sul possesso di eventuali autorizzazioni richieste.
  • La sostituzione o modifica di misure (es. rimozione del braccialetto elettronico) da parte del giudice, anche in assenza di esplicita richiesta della difesa, può essere impugnata ma rientra nelle valutazioni di adeguatezza del giudice di merito; l'azione difensiva efficace dovrebbe chiedere espressamente la misura alternativa desiderata e motivarne la compatibilità con le esigenze cautelari.
  • Per evitare inutili oneri e rischi processuali, se sopravvengono provvedimenti che rendono privo di oggetto il ricorso (es. revoca della misura), valutare tempestivamente la rinuncia o il ritiro del ricorso, documentando le ragioni della rinuncia.

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