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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34850/2025 del 27/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna la confisca della somma di 335,00 euro rinvenuta durante la perquisizione, lamentando la mancata motivazione della sentenza in ordine ai presupposti per la confisca.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso in parte: ha ritenuto che la sentenza impugnata non abbia spiegato i presupposti per la confisca della somma sequestrata, violando la legge e risultando viziata nella motivazione. Visto che, per il reato di detenzione di stupefacenti, il denaro può essere confiscato solo se ricorrono le condizioni dell'art. 240-bis c.p. (mediante il rinvio dell'art. 85-bis DPR 309/1990), la Corte ha stabilito che in sede di patteggiamento la motivazione non può essere sintetica quando si applica la confisca: il giudice deve valutare e motivare l'eventuale inattendibilità delle giustificazioni sulla provenienza del denaro e la presenza di sproporzione tra il patrimonio accertato e i redditi/attività economiche dell'imputato. Conseguentemente la Corte ha annullato la sentenza limitatamente alla confisca della somma di denaro e ha disposto il rinvio al Tribunale di Lecce, in diversa composizione, per un nuovo giudizio sulla confisca.

Norme richiamate

  • art. 444 cod. proc. pen.

    applicazione della pena concordata (patteggiamento)

    norma richiamata per il rito del patteggiamento: la motivazione tipica e sintetica del patteggiamento non esime il giudice dall'obbligo di motivare specificamente l'applicazione della confisca

  • art. 73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    illecita detenzione di sostanze stupefacenti

    norma che ha qualificato il reato per il quale è stato patteggiato l'imputato

  • art. 240-bis cod. pen.

    confisca per reati di cui al testo vigente

    stabilisce le condizioni per la confisca del denaro/beni pertinenti a reati di illecita detenzione di stupefacenti; secondo la Corte la sua applicazione richiede motivazione specifica sulla provenienza e sulla sproporzione patrimoniale

  • art. 85-bis d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    rinvio all'art. 240-bis c.p.

    opera il rinvio che rende applicabile l'art. 240-bis alle fattispecie di stupefacenti, quindi imponendo i relativi presupposti per la confisca

  • art. 12-sexies d.l. 8 giugno 1992, n. 306, conv. L. 7 agosto 1992, n. 356 (oggi art. 240-bis c.p.)

    norma storica di riferimento per la confisca obbligatoria

    richiamata come fonte normativa storica che ora si identifica con l'art. 240-bis c.p.; la Corte ricorda l'obbligo di motivare l'ablazione obbligatoria di denaro/beni

Massime di principio

  • In caso di patteggiamento la motivazione può essere sintetica per la determinazione della pena, ma non può esserlo quando si dispone la confisca: il giudice deve motivare specificamente la confisca
  • La confisca del denaro rinvenuto in disponibilità dell'imputato per reati di stupefacenti è possibile solo se ricorrono i presupposti dell'art. 240-bis c.p. (applicabile tramite art. 85-bis DPR 309/1990)
  • Il giudice che dispone la confisca deve valutare e motivare: a) l'eventuale inattendibilità delle giustificazioni fornite sulla provenienza del denaro; b) l'esistenza di una sproporzione tra patrimonio accertato e redditi o attività economica del soggetto
  • La mancanza di una motivazione specifica circa la confisca comporta l'annullamento della misura nella sentenza e il rinvio per nuovo giudizio (spesso in diversa composizione del tribunale)
  • Il pubblico ministero può richiedere in Cassazione l'annullamento limitato alla confisca quando la motivazione in tal senso risulti carente

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