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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 21895/2021 del 30/07/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Nel contesto di un'esecuzione forzata su crediti il ricorrente ha chiesto, ai sensi dell'art. 548 c.p.c., l'accertamento dell'obbligo del terzo per far dichiarare che Tassi & Tassi S.r.l. fosse debitrice verso Editrice Stampare S.r.l. Il Tribunale aveva dichiarato cessata la materia del contendere e condannato il ricorrente alle spese; la Corte d'appello ha dichiarato inammissibile l'appello ai sensi dell'art. 331 c.p.c. perché, dopo la cancellazione dal registro delle imprese di Editrice Stampare S.r.l., era necessario integrare il contraddittorio nei confronti dei soci e non del liquidatore, cosa che l'appellante non aveva fatto. Il ricorrente ha impugnato in Cassazione sostenendo invece di aver correttamente notificato al liquidatore.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto conforme alla giurisprudenza consolidata il principio secondo cui, dopo la liquidazione e la cancellazione di una società, i rapporti giuridici pendenti si trasferiscono ai soci (nei limiti della responsabilità emersa), e dunque l'integrazione del contraddittorio doveva avvenire nei confronti dei soci e non del liquidatore. Perciò l'appello era inammissibile e il ricorso in cassazione è stato rigettato. Il ricorrente è stato condannato alle spese di cassazione in favore della controparte (liquidate in complessivi € 6.000,00 oltre € 200,00 di esborsi) e agli oneri previsti dall'art. 13 DPR 115/2002.

Norme richiamate

  • art. 548 c.p.c.

    Fondamento dell'azione di accertamento dell'obbligo del terzo promossa dal creditore procedente per far emergere l'obbligazione tra la terza pignorata e la debitrice esecutata.

  • art. 331 c.p.c.

    Principio usato dalla Corte d'appello per dichiarare l'inammissibilità dell'appello quando non è stato integrato il contraddittorio verso i necessari successori della società estinta (i soci).

  • art. 2495 c.c.

    Riferimento rispetto alla responsabilità del liquidatore e alla distinzione tra rappresentanza della società estinta e responsabilità dei soci; la Corte richiama che, dopo cancellazione, il liquidatore perde il potere di rappresentanza e i debiti possono ricadere sui soci.

  • art. 91 c.p.c.

    Norma richiamata in relazione alla condanna alle spese; la Corte conferma la condanna del ricorrente alle spese del grado di legittimità in applicazione del principio di soccombenza.

  • art. 13, comma 1 quater, D.P.R. 30 maggio 2002 n. 115

    Norma richiamata per disporre l'ulteriore versamento del contributo unificato in caso di rigetto/innammissibilità dell'impugnazione, rilevando l'obbligo del ricorrente se dovuto.

Massime di principio

  • Se la società parte in giudizio è stata liquidata e cancellata dal registro delle imprese, per le pretese e debiti pendenti il corretto controinteressato da citare è generalmente il socio (nei limiti della responsabilità emersa), non il liquidatore; la mancata integrazione del contraddittorio può determinare l'inammissibilità dell'impugnazione ai sensi dell'art. 331 c.p.c.
  • Prima di proporre appello o ulteriori impugnazioni, verificare lo stato giuridico e la rappresentanza della controparte nel registro delle imprese: la notifica al liquidatore può non essere sufficiente se la società è già cancellata.
  • Nelle azioni ex art. 548 c.p.c. (accertamento obbligo del terzo) accertare tempestivamente chi sono i legittimati passivi successori e provvedere all'integrazione del contraddittorio per evitare eccezioni di inammissibilità procedurale.
  • Il liquidatore, una volta cessata la carica e la società cancellata, non ha più potere di rappresentanza dell'ente estinto; può essere chiamato a rispondere solo in via autonoma per responsabilità derivante dalla carica (ove ne sussistano gli estremi).
  • Il rischio di soccombenza processuale anche in sede di legittimità impone attenzione preventiva alla correttezza delle notifiche e al rispetto dei termini e delle regole di integrazione del contraddittorio per evitare condanne alle spese e oneri aggiuntivi (contributo unificato).

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