Sentenza n. 843/2026 - Milano, Sezione 3
per l'ottemperanza alla sentenza n. 260/25 del 24.2.25 del Tribunale di Monza
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata integrale esecuzione della sentenza del Tribunale di Monza che aveva riconosciuto la retribuzione professionale docente e i relativi accessori
Esito
Favorevole al ricorrente (docente supplente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto ricorso per l'ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Monza – Sezione Lavoro, passata in giudicato e notificata al Ministero il 25 febbraio 2025, con la quale era stato accertato il suo diritto alla retribuzione professionale docente per l'attività di supplenza svolta nell'anno scolastico 2021/2022 e il Ministero era stato condannato al pagamento di Euro 1.455,09, oltre alla maggior somma tra interessi legali e rivalutazione monetaria dal dovuto al saldo. Deduceva il mancato adempimento dopo il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 d.l. 669/1996. Nelle more, il Ministero dichiarava di avere predisposto il pagamento e la ricorrente riconosceva di avere ricevuto nell'ottobre 2025 la sorte capitale, precisando tuttavia che restavano dovuti gli accessori, ossia la maggior somma tra interessi legali e rivalutazione monetaria.
La decisione
Il TAR ha ritenuto integrati i presupposti dell'ottemperanza, poiché il titolo giudiziale era passato in giudicato, era stato ritualmente notificato ed era decorso il termine dilatorio di 120 giorni per il pagamento. Ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse limitatamente al pagamento della sorte capitale, essendo questa stata corrisposta nelle more del giudizio. Ha invece accolto il ricorso quanto agli accessori, condannando il Ministero al pagamento della maggior somma tra interessi legali e rivalutazione monetaria, da calcolarsi sull'intero importo lordo spettante a titolo di sorte capitale e fino al saldo. Ha assegnato al Ministero 120 giorni dalla pubblicazione della sentenza per adempiere; per l'ulteriore inottemperanza ha nominato commissario ad acta il Direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia, con facoltà di delega e con ulteriori 60 giorni dalla comunicazione dell'inottemperanza. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese processuali, liquidate in Euro 800,00.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Costituisce la base processuale dell'azione di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare l'esecuzione del giudicato, fissare un termine per l'adempimento e nominare, per l'eventuale ulteriore inottemperanza, un commissario ad acta.
art. 14 d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997
termine dilatorio di 120 giorni
Il pagamento delle somme dovute in forza del titolo giudiziale nei confronti di un'amministrazione pubblica può essere richiesto in sede di ottemperanza dopo il decorso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo.
Massime di principio
- Quando una sentenza passata in giudicato di condanna al pagamento di somme nei confronti di una pubblica amministrazione sia stata ritualmente notificata e sia decorso il termine dilatorio previsto dall'art. 14 d.l. 669/1996, il creditore può agire in ottemperanza per ottenere l'integrale esecuzione del titolo.
- Il pagamento della sorte capitale intervenuto nelle more del giudizio determina la sopravvenuta carenza di interesse e l'improcedibilità parziale dell'azione di ottemperanza limitatamente a tale capo, ma non incide sull'interesse a conseguire gli accessori ancora dovuti.
- Nel giudizio di ottemperanza, il giudice può ordinare il pagamento degli interessi legali e della rivalutazione monetaria nei termini stabiliti dal titolo esecutivo e assegnare all'amministrazione un termine per adempiere, nominando contestualmente un commissario ad acta per l'eventuale ulteriore inottemperanza.
Come è indicizzato
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