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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38277/2025 del 25/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza con cui il GIP aveva revocato la sanzione sostitutiva del lavoro di pubblica utilità e aveva ripristinato la pena originaria prevista dal decreto penale di condanna (per violazione dell'art. 186 c.2 lett. c) e 2-sexies c.d.s.). La difesa sosteneva che, una volta divenuto irrevocabile il decreto penale e manifestata la disponibilità del condannato ad eseguire il lavoro di pubblica utilità, era onere dell'Autorità giudiziaria (e non del condannato) attivare la procedura esecutiva e coinvolgere l'UEPE; pertanto la revoca della sostitutiva sulla sola base della presunta inerzia del condannato era illegittima. Inoltre si lamentava che il ripristino della pena originaria fosse avvenuto senza valutare la conservazione del beneficio della sospensione condizionale della pena.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo fondato il primo motivo. Ha affermato che, quando viene disposta la sostituzione della pena con il lavoro di pubblica utilità, l'avvio del procedimento esecutivo spetta all'Autorità giudiziaria (con il coinvolgimento dell'UEPE) e non al condannato; la revoca della sanzione sostitutiva non può fondarsi sulla sola inerzia del condannato senza verificare se il Pubblico Ministero e l'Autorità giudiziaria abbiano effettivamente dato impulso alla fase esecutiva (notifica dell'ordine di esecuzione e ingiunzione a rispettare le prescrizioni). Di conseguenza la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il procedimento al GIP del Tribunale di Varese per nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • Decreto legislativo 274/2000 (artt. 43 e ss.)

    La Corte richiama il quadro normativo delle misure alternative all'espiazione della pena e il ruolo degli organi preposti all'esecuzione; ne trae la conseguenza che l'impulso all'esecuzione del lavoro di pubblica utilità e le relative comunicazioni devono essere svolte dall'Autorità giudiziaria/UEPE e non possono essere poste a carico del condannato.

  • Codice della Strada, art. 186 (c.2 lett. c) e 2-sexies; art. 186 comma 9-bis

    La norma del codice della strada individua la fattispecie di guida in stato di ebbrezza per cui è stata applicata la sanzione sostitutiva; la Corte utilizza tali riferimenti per collocare la vicenda nell'ambito specifico delle sostitutive previste per tale reato e per confermare che l'esecuzione della misura alternativa richiede l'intervento dell'autorità.

Massime di principio

  • Quando il giudice commina il lavoro di pubblica utilità come sanzione sostitutiva, è onere dell'Autorità giudiziaria e dell'UEPE avviare e coordinare la fase esecutiva; il condannato non deve autonomamente 'attivare' l'esecuzione.
  • La semplice inerzia del condannato non è sufficiente a motivare la revoca della sanzione sostitutiva: il giudice deve verificare se il Pubblico Ministero/Autorità giudiziaria abbiano dato impulso all'esecuzione (notifiche, ordini di esecuzione, ingiunzioni) e se l'UEPE abbia convocato il soggetto e concordato le modalità con l'ente ospitante.
  • In caso di revoca dell'alternativa penale occorre accertare la correttezza delle procedure esecutive pregresse; l'annullamento è necessario se la revoca è fondata su valutazioni incomplete o non accertate.
  • Se il giudice dell'esecuzione intende ripristinare la pena originaria o negare benefici (es. sospensione condizionale), deve motivare specificamente la sussistenza di fatti imputabili o di ostacoli imputabili al condannato o comunque verificare l'effettivo mancato avvio della procedura da parte dell'autorità competente.
  • In situazioni simili al ricorso è consigliabile documentare e far emergere agli atti se e quando il Pubblico Ministero o l'UEPE hanno effettivamente compiuto atti esecutivi (notifiche, convocazioni, ordini di esecuzione): l'assenza di tali atti può costituire motivo valido per opporsi alla revoca della misura alternativa.

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