Cassazione Penale, Sentenza n. 27651/2024 del 11/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell\'ordinanza che aveva confermato gli arresti domiciliari nei confronti di Figliolia per i reati di turbata libertà degli incanti (art. 353 c.p.) e corruzione per atto contrario ai doveri d\'ufficio (art. 319 c.p.). Il ricorrente deduce vizi di motivazione e insufficienza dei gravi indizi: contesta che siano state comunicate notizie riservate a Musella, che la nomina di Palmucci alla commissione fosse finalizzata a favorire quell\'imprenditore, che la proroga dei termini sia stata imposta dal sindaco, e contesta la sussistenza del pericolo richiesto dall\'art. 353 nonché il sinallagma necessario per la corruzione (assunzioni come utilità sproporzionata). Infine censura la motivazione sulle esigenze cautelari ritenendola carente e meramente speculativa.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibili i primi motivi che miravano a una diversa valutazione di merito della prova e ha ritenuto infondati i rilievi sulla mancata configurabilità dei reati (art. 353 e art. 319). Tuttavia ha accolto il motivo relativo all\'insufficienza della motivazione in ordine alle esigenze cautelari: l\'ordinanza impugnata è stata annullata limitatamente alla valutazione delle esigenze cautelari e la causa è stata rinviata al Tribunale di Napoli per nuovo esame e motivazione concreta e attuale sul pericolo di reiterazione o altri presupposti della misura.
Norme richiamate
art. 353 c.p.
È reato di pericolo: non è necessario il risultato concreto di alterazione della gara, basta l\'idoneità degli atti a influenzarne l\'andamento (la Corte conferma che la divulgazione in anteprima a un solo concorrente, la nomina favorevole nella commissione e altre condotte possono integrare il pericolo protetto dalla norma).
art. 319 c.p.
La corruzione per atto contrario ai doveri d\'ufficio presuppone il condizionamento dell\'esercizio dell\'attività pubblica in favore del privato; il sinallagma può essere desunto da coincidenze temporali, comunicazioni e vantaggi ricevuti anche se economicamente modesti, purché non irrilevanti per l\'agente (la Corte ritiene che le assunzioni possano costituire utilità rilevante per il sindaco).
art. 318 c.p.
Richiamata in relazione alla possibile alternativa tipologia di corruzione per l\'esercizio della funzione; la Corte osserva che per distinguere tra art. 318 e art. 319 occorre valutazione differenziale del concreto condizionamento della discrezionalità, valutazione non compiuta in sede di legittimità per la delicatezza dell\'accertamento.
Massime di principio
- Nei reati di turbata libertà degli incanti (art. 353 c.p.) il giudice richiede solo la idoneità degli atti a influenzare la gara: la prova del danno concreto non è necessaria.
- La valutazione della gravità indiziaria in sede di legittimità non può diventare un nuovo giudizio di merito; la Corte verifica la coerenza e la completezza della motivazione, non la ritrattazione dei fatti.
- Nella corruzione per atto contrario ai doveri d\'ufficio (art. 319) il sinallagma può essere ricavato da elementi temporali, comunicazioni e vantaggi ricevuti; la modestia apparente dell\'utilità non esclude il reato se l\'utilità non è irrilevante per l\'agente e incide sulle sue scelte politiche o clientelari.
- L\'inserimento di una persona nella commissione di gara, la comunicazione in anteprima di informazioni a un solo concorrente, la gestione dei tempi di pubblicazione del bando e verifiche post-assegnazione fuori dall\'iter previsto sono elementi valutati come indicatori di interferenza con la libera concorrenza.
- Sui provvedimenti cautelari il giudice deve motivare concretamente e attualmente il pericolo di reiterazione o gli altri presupposti della misura; affermazioni generiche su mire politiche o profili personologici, prive di fonti probatorie specifiche, non sono sufficienti.
- In difesa, per contrastare accuse simili è utile dimostrare la pubblicità delle informazioni contestate, l\'autonomia decisionale dei funzionari amministrativi coinvolti, la legittimità delle scelte tecniche (es. nomine per prestigio) e produrre elementi che smentiscano il sinallagma temporale tra atti e utilità.
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