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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48330/2023 del 04/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Anania Angela ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Catanzaro che aveva rigettato la richiesta di riesame avverso il provvedimento del GIP del 15/03/2023 di sequestro preventivo, in via diretta o per equivalente, della somma di euro 653.421,27 ritenuta nella disponibilitaà, anche per interposta persona, di Esposito Mario. Il GIP aveva esteso la misura anche al Bar Florida, formalmente di proprietà della ricorrente, ritenendo che fosse intestazione fittizia e che l'effettiva disponibilità fosse in capo a Esposito. La difesa ha dedotto violazione di legge (in particolare art. 12-bis D.Lgs. 74/2000) per la mancata sussistenza dei presupposti per il sequestro nei confronti del terzo estraneo al reato, contestando la valutazione delle intercettazioni, l'omessa considerazione della provvista lecita utilizzata da Anania per l'avvio dell'attività e gli esiti delle investigazioni difensive che avrebbero escluso ingerenze di Esposito nella gestione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile ritenendo che le censure fossero in larga parte valutazioni di fatto e che l'ordinanza impugnata avesse fornito motivazione congrua e non manifestamente illogica. Il Tribunale aveva adeguatamente considerato le conversazioni intercettate e i messaggi da cui emergeva la rivendicazione di disponibilità del bene da parte di Esposito, nonché notizie relative a scelte imprenditoriali e ad impegni per la gestione/cessione. La Corte ha inoltre richiamato il principio secondo cui, in fase cautelare e ai fini della confisca per equivalente, la disponibilità non coincide con la nozione civilistica di proprietaà ma con la nozione di possesso e sfera di interessi economici del reo. Per questi motivi il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la ricorrente condannata al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 12-bis D.Lgs. 74/2000

    La norma è stata richiamata dalla difesa come criterio che tutela il terzo estraneo al reato contro il sequestro; il giudice di merito ha ritenuto invece sussistenti i presupposti di legge per il sequestro preventivo nei confronti di beni formalmente intestati a terzi ma di fatto nella disponibilità dell'indagato. La Corte non ha ritenuto che vi fosse violazione di tale norma.

  • Principio giurisprudenziale sulla confisca per equivalente e sulla nozione di disponibilità

    La Corte ha richiamato la consolidata interpretazione secondo cui la disponibilità, ai fini della confisca per equivalente, non coincide con la proprietà civilistica ma con la nozione di possesso e con la ricaduta del bene nella sfera degli interessi economici del reo, anche quando il potere dispositivi venga esercitato tramite terzi.

  • Principio sull'ammissibilità del ricorso per cassazione avverso ordinanze di sequestro

    La Corte ha ribadito che il ricorso in Cassazione avverso ordinanze in materia di sequestro è ammesso solo per violazione di legge, intesa anche come errores in iudicando o in procedendo, o per vizi motivazionali talmente gravi da rendere il provvedimento privo dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza. Le censure basate su diversa valutazione di elementi di fatto sono prevalentemente inidonee in sede di legittimità.

Massime di principio

  • In casi di sequestro preventivo su beni intestati a terzi, il giudice valuta la disponibilità materiale del bene: la titolarità formale non esclude il sequestro se emergono elementi che indicano la disponibilità effettiva da parte dell'indagato.
  • Le intercettazioni e i messaggi sono elementi di fatto la cui interpretazione spetta al giudice di merito; in Cassazione è difficile ottenere annullamento se non si dimostra una manifesta illogicità o irragionevolezza della motivazione.
  • Per contrastare un sequestro riferito a intestazione fittizia è importante produrre prove concrete e documentali (movimenti bancari, atti formali di compravendita, finanziamenti documentati, dichiarazioni testimoniali coerenti) che dimostrino la separazione tra la sfera patrimoniale del terzo e quella dell'indagato.
  • Le deduzioni difensive che prospettano una lettura alternativa dei fatti sono spesso valutate come questioni di merito: per la Cassazione occorre far emergere un vizio di diritto o una palese carenza motivazionale per essere ammessi.
  • In fase cautelare il giudice utilizza un criterio di valutazione indiziaria; pertanto anche indizi convergenti e coerenti possono giustificare il provvedimento cautelare anche in assenza di prova piena.
  • Chi intende impugnare ordinanze di sequestro in Cassazione dovrebbe focalizzarsi nel contestare la legittimità della motivazione o errori di diritto specifici piuttosto che proporre una rivalutazione complessiva degli elementi probatori.

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