Salta al contenuto
ordinanza_civile

Cassazione Civile, Ordinanza n. 17760/2025 del 01/07/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (ente pubblico / società)

La controversia

La controversia nasce dalla revoca dell'incarico di amministratore unico di una società partecipata da parte del socio unico pubblico, deliberata nel 2017 dopo la stipula di un contratto di prestazione d'opera intellettuale che regolava il rapporto con l'amministratore. La revoca era motivata dalla sottoscrizione, da parte dell'organo amministrativo, di due contratti di consulenza legale ritenuti contrari alla normativa di settore, ai criteri regionali e agli obblighi contrattuali e statutari; nella delibera si affermava anche il venir meno del rapporto fiduciario e l'urgenza di procedere senza preventiva contestazione degli addebiti. La Corte d'appello aveva annullato la delibera ritenendo necessaria, in base al contratto, la previa contestazione formale degli addebiti e aveva riconosciuto un risarcimento parametrato alle retribuzioni non percepite fino alla scadenza del triennio. In cassazione le ricorrenti hanno dedotto, con sei motivi, principalmente: 1) che la preventiva contestazione non era dovuta per la revoca per giusta causa disciplinata dalla normativa societaria e dall'art. 2449 c.c.; 2) che, comunque, la clausola contrattuale escludeva la contestazione nei casi di particolare gravità e urgenza e gli affidamenti di consulenza legale erano stati effettuati in violazione delle regole di evidenza pubblica e delle norme statutarie; 3) omesso esame di fatti decisivi relativi a precedenti contestazioni e difese dell'amministratore; 4) erronea applicazione della tutela reale in luogo di quella risarcitoria; 5) omessa pronuncia sulla clausola statutaria che limitava il risarcimento a sei mensilità; 6) erronea quantificazione del danno sino alla scadenza del contratto senza considerare tale limite convenzionale.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso limitatamente al quarto motivo, ritenendo che la revoca dell'amministratore di nomina pubblica ai sensi dell'art. 2449 c.c. sia un atto di diritto privato posto in essere dal socio pubblico uti socius e non iure imperii, regolato dal diritto societario e non idoneo a fondare una tutela reale di reintegrazione. Ha quindi cassato la sentenza impugnata in relazione al capo relativo al rimedio applicato e ha rinviato alla Corte d'appello di Bari, in diversa composizione, perché proceda a una nuova valutazione del danno conseguenza ex art. 1223 c.c. derivante dall'illegittima revoca e ne determini l'eventuale misura. Sono stati dichiarati infondati il primo motivo, inammissibili il secondo, il terzo e il quinto, mentre il sesto è stato assorbito. In particolare, la Corte ha confermato che la disciplina contrattuale poteva imporre la previa contestazione degli addebiti come formalità ulteriore rispetto a quella codicistica, ma ha escluso la tutela reale, affermando che l'illegittima revoca comporta solo il regime risarcitorio.

Norme richiamate

  • art. 1362 c.c.

    Richiamato per l'interpretazione del contratto e della clausola sulla revoca/risoluzione.

  • art. 1363 c.c.

    Richiamato per la lettura complessiva delle clausole contrattuali e statutarie.

  • art. 1372 c.c.

    Richiamato per la vincolatività del contratto e la sua efficacia tra le parti.

  • art. 1374 c.c.

    Richiamato per l'integrazione del contratto secondo legge, usi ed equità.

  • art. 2383, comma 3, c.c.

    Richiamato come disciplina codicistica della revoca degli amministratori, derogabile mediante autonomia contrattuale/statutaria.

  • art. 2449 c.c.

    La revoca dell'amministratore nominato dal socio pubblico è atto di diritto privato, espresso dal socio nell'ambito delle forme societarie, con effetti sull'organizzazione societaria dopo la comunicazione alla società.

  • art. 2479-ter c.c.

    Richiamato tra le norme invocate per censurare la disciplina della revoca e della deliberazione societaria.

  • art. 9 d.lgs. 175/2016

    La nomina o revoca dei componenti degli organi interni delle società partecipate è efficace dalla comunicazione alla società; l'atto è adottato dal socio pubblico con effetti diretti nell'ordinamento societario.

  • art. 21-octies, comma 2, L. 241/1990

    Richiamato dalla ricorrente in relazione alla dedotta irrilevanza di vizi procedimentali; la Corte non ha accolto la censura sulla necessità della contestazione preventiva ma ha dichiarato inammissibile il motivo per difetto di attacco alla ratio e per giudizio di fatto.

  • art. 4 d.lgs. 50/2016

    Richiamato come norma sulle regole di evidenza pubblica invocata per contestare l'affidamento di consulenze legali.

  • art. 17 d.lgs. 50/2016

    Richiamato insieme all'art. 4 d.lgs. 50/2016 per l'affidamento dei servizi legali.

  • art. 97 Cost.

    Richiamato per i principi di economicità, efficacia, imparzialità, trasparenza e proporzionalità nell'azione amministrativa.

  • art. 112 c.p.c.

    Invocato per omessa pronuncia; la Corte ha escluso la violazione perché la questione sul limite risarcitorio era assorbita dalla decisione sulla tutela applicabile.

  • art. 360 c.p.c.

    Indicazione dei vizi denunciati in cassazione (violazione di legge, nullità della sentenza e omesso esame di fatto decisivo).

  • art. 1223 c.c.

    Il giudice del rinvio dovrà verificare il danno conseguenza causalmente collegato all'illegittima revoca e quantificarlo secondo il criterio del danno emergente/lucro cessante risarcibile.

  • art. 1725 c.c.

    Richiamato in relazione alla nozione ampia di giusta causa, assimilata alla revoca del mandato.

  • art. 2697 c.c.

    Richiamato nel contesto dell'inquadramento generale del ricorso per cassazione e del riparto probatorio.

  • legge 241/1990

    La clausola contrattuale rinviava alla previa contestazione formale degli addebiti secondo il procedimento previsto dalla legge sul procedimento amministrativo.

Massime di principio

  • La revoca dell'amministratore di una società partecipata da ente pubblico, anche quando il socio sia pubblico, è un atto di diritto privato che si inserisce nell'organizzazione societaria e non un esercizio di potere autoritativo; ne consegue che la tutela applicabile contro la revoca illegittima è di regola risarcitoria e non reale.
  • La disciplina pattizia del rapporto di amministrazione può introdurre formalità ulteriori rispetto alla disciplina codicistica, come la preventiva contestazione degli addebiti, e tali formalità vincolano le parti se la clausola le prevede espressamente anche per la risoluzione/revoca unilaterale.
  • L'urgenza idonea a escludere la contestazione preventiva e il venir meno del rapporto fiduciario sono apprezzamenti di fatto rimessi al giudice di merito e non sono sindacabili in cassazione se la censura mira solo a ottenere una diversa valutazione delle circostanze.
  • In caso di revoca illegittima dell'amministratore non opera automaticamente la reintegrazione nell'incarico; il giudice deve invece accertare in concreto l'esistenza di un danno conseguenza causalmente collegato alla revoca e liquidarlo secondo i criteri ordinari del risarcimento.
  • Se una questione sul quantum risarcitorio resta assorbita dalla decisione sul tipo di tutela applicabile, non vi è omessa pronuncia in senso processuale.

Come è indicizzato

MaterieAmministratoriPartecipazioni socialiImpugnazioni
RamiSocietarioProcesso civile
SottomaterieResponsabilità degli amministratori
IstitutiBuona fede e correttezzaOnere della provaGiudicato

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.