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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11960/2025 del 26/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 05/10/2023 che aveva rigettato l'istanza di riconoscimento della continuazione tra due sentenze di condanna emesse dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (22/10/2014 - irrevocabile 20/09/2015; 01/10/2018 - irrevocabile 19/02/2019). Il ricorrente ha censurato la motivazione per violazione di legge e travisamento dei fatti, rilevando di non aver chiesto il riconoscimento con riguardo alla sentenza del Tribunale di Napoli del 07/10/2019 e precisando che le due sentenze oggetto dell'istanza riguardavano delitti contro il patrimonio (art. 624bis cod. pen., aggravati ai sensi dell'art. 625 cod. pen.) commessi in concorso con le stesse persone e nello stesso contesto associativo tra il 10 febbraio 2013 e il 28 maggio 2013; il Tribunale, invece, aveva motivato il rigetto su una (errata) distanza temporale e su un riferimento al 2018.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Dall'esame delle sentenze è emerso che i reati oggetto dell'istanza erano effettivamente commessi nel 2013 (tra febbraio e giugno) e non nel 2018; il giudice dell'esecuzione ha dunque travisato il contenuto delle decisioni e omesso di valutare l'omogeneità dei reati, il tempo della consumazione, il luogo, le modalità e la presenza di eventuali correi, basando il rigetto su una circostanza contrastante con il contenuto oggettivo degli atti. Perciò la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il giudizio al Tribunale di Napoli, in funzione di giudice dell'esecuzione, in diversa persona fisica, per un nuovo esame nella più ampia autonomia decisionale.

Norme richiamate

  • art. 624bis cod. pen.

    Le sentenze impugnate hanno ad oggetto delitti previsti da questa norma; la Corte ha rilevato che tali reati, per come risultano dalle sentenze, sono omogenei e commessi nello stesso arco temporale (2013), elemento rilevante ai fini del riconoscimento della continuazione

  • art. 625 cod. pen.

    La qualificazione come aggravati ai sensi dell'art. 625 è stata richiamata nelle sentenze di merito e considerata parte del contenuto fattuale da valutare nella verifica della omogeneità dei reati

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Norma procedurale invocata per l'istanza di riconoscimento del vincolo della continuazione; la Corte ha richiamato implicitamente i criteri applicativi di questa norma, ossia la necessità di valutare omogeneità, temporalità, luogo, modalità e partecipazione di più soggetti

  • Corte cost. n. 183 del 2013

    Richiamata quale principio per l'obbligo di rimessione 'in diversa persona fisica' quando la decisione di annullamento impone un nuovo giudizio

Massime di principio

  • Per riconoscere la continuazione ai sensi dell'art. 671 c.p.p. il giudice deve valutare concretamente omogeneità dei reati, vicinanza temporale, luogo, modalità e la presenza di correi; non è sufficiente basare il rigetto su una percepita distanza temporale non rispondente al contenuto delle sentenze
  • Il corretto esame del contenuto fattuale delle sentenze pregresse (date, fatti, imputati e modalità) è essenziale: un travisamento dei dati di fatto può determinare l'annullamento della decisione
  • Se il ricorrente non ha chiesto il riconoscimento rispetto a una determinata sentenza, il giudice non può usare quella sentenza esterna per motivare il rigetto dell'istanza relativa ad altre condanne
  • In caso di annullamento dell'ordinanza che dispone un nuovo giudizio, il rinvio va fatto a un giudice in diversa persona fisica, conformemente ai principi di terzietà e ragionevole durata del processo
  • La vicinanza temporale tra reati commessi nello stesso anno e nello stesso contesto associativo tende a favorire il riconoscimento della continuazione, purché ciò risulti dai provvedimenti di condanna

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