Sentenza n. 2446/2026 - Napoli, Sezione 3
per l'annullamento a) della determinazione dirigenziale del Consiglio Regionale della Campania n. -OMISSIS- recante l’aggiudicazione alla -OMISSIS-. del servizio di vigilanza armata delle sedi consiliari; b) della valutazione delle offerte tecniche operata dalla commissione giudicatrice il 13 novembre 2024, della valutazione di congruità dell’offerta conclusasi positivamente il 16 gennaio 2025 ad opera del RUP coadiuvato dalla commissione giudicatrice, della proposta di aggiudicazione e della verifica dei requisiti; c) di ogni altro atto presupposto, conseguente e/o comunque connesso; e per la declaratoria di inefficacia del contratto di appalto eventualmente stipulato, nonché per la condanna al risarcimento dei danni in forma specifica mediante il conseguimento dell’aggiudicazione e il subentro nel contratto o, in via subordinata, per equivalente.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: aggiudicazione del servizio di vigilanza armata delle sedi consiliari, unitamente agli atti di valutazione delle offerte, verifica di congruità, proposta di aggiudicazione e verifica dei requisiti
Esito
Favorevole al resistente (stazione appaltante)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente principale ha impugnato l'aggiudicazione disposta dalla Regione Campania in favore di un'altra società, nonché gli atti presupposti relativi alla valutazione delle offerte tecniche, alla verifica di congruità dell'offerta, alla proposta di aggiudicazione e alla verifica dei requisiti. Ha inoltre chiesto la declaratoria di inefficacia del contratto eventualmente stipulato e il conseguimento dell'aggiudicazione e del subentro, ovvero il risarcimento per equivalente. La società controinteressata ha proposto ricorso incidentale, destinato a paralizzare il ricorso principale. Prima della decisione, la ricorrente principale ha depositato una dichiarazione con cui ha manifestato il venir meno dell'interesse alla prosecuzione del giudizio.
La decisione
Il TAR ha dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse il ricorso principale, comprensivo dei motivi aggiunti, prendendo atto della dichiarazione della ricorrente. Ha dichiarato improcedibile anche il ricorso incidentale della controinteressata, ritenendolo accessorio rispetto al ricorso principale. Il ricorso incidentale, pur formalmente configurato come autonoma impugnazione, svolge infatti una funzione difensiva e mira a paralizzare l'accoglimento del ricorso principale; pertanto, quando il ricorso principale diviene improcedibile, viene meno la ragione processuale dell'esame del ricorso incidentale. Le spese sono state integralmente compensate per giusti e particolari motivi, con contributo unificato a carico, rispettivamente, della ricorrente principale e della ricorrente incidentale.
Norme richiamate
art. 120 c.p.a.
La controversia è stata trattata secondo il rito speciale in materia di appalti.
art. 52, comma 1, d.lgs. 196/2003
Ha costituito il presupposto per disporre l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte interessata.
Massime di principio
- La dichiarazione con cui il ricorrente manifesta il venir meno dell'interesse alla prosecuzione del giudizio determina la sopravvenuta carenza di interesse e l'improcedibilità del ricorso, anche quando il giudizio riguarda una procedura di gara e comprende motivi aggiunti.
- Nel processo amministrativo, anche nel rito speciale degli appalti, il ricorso incidentale ha natura accessoria rispetto al ricorso principale: esso, pur formalmente configurandosi come autonoma impugnazione, svolge una funzione difensiva diretta a paralizzare l'accoglimento della domanda principale.
- L'improcedibilità del ricorso principale per sopravvenuta carenza di interesse costituisce un motivo oggettivo di arresto all'esame del ricorso incidentale, poiché viene meno la ragione processuale che ne giustifica la proposizione.
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