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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23808/2025 del 25/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore aveva impugnato per erronea applicazione e lettura frammentaria del compendio indiziario la decisione del Tribunale di ritenere insussistente il reato di corruzione (capo 38) e di sottovalutare il nesso tra conversazioni intercettate e l'antecedente 'pactum' corruttivo. Contestava inoltre la valutazione sulla insussistenza del pericolo di inquinamento probatorio e l'adeguatezza della misura interdittiva. De Sarro aveva impugnato per violazione di legge e difetto di motivazione l'attribuzione del suo ruolo e contributo nei reati contestati (in particolare associazione a delinquere, cap. 1, e falsi/irregolarità connesse agli stabulari), lamentando genericità delle dichiarazioni a suo carico, confusione tra competenze di altri (es. dott. Britti), e l'erronea ricostruzione temporale e fattuale della condotta.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto fondati alcuni motivi del Pubblico Ministero e di De Sarro: ha annullato l'ordinanza impugnata con riferimento al reato di corruzione (capo 38) su ricorso del Procuratore e al reato associativo (capo 1) su ricorso dell'indagato, disponendo il rinvio al Tribunale per nuovo esame dei gravi indizi di colpevolezza su tali capi e per la rivalutazione delle esigenze cautelari e dell'adeguatezza della misura interdittiva. Ha invece dichiarato generici e manifestamente infondati i motivi di De Sarro relativi ai capi 5, 39 e 40 (falsi e profili connessi) e ha confermato che tali contestazioni non superavano il vaglio di merito difensivo. In sintesi: parziale accoglimento dei ricorsi (annullamento sui capi 1 e 38 e rinvio), rigetto/inammissibilità delle restanti censure.

Norme richiamate

  • art. 319 cod. pen. (corruzione)

    La Corte ribadisce che il reato richiede il pactum sceleris con sinallagma tra atto d'ufficio e utilità; per la valutazione degli indizi occorre lettura unitaria e non frazionata del materiale intercettivo e probatorio

  • artt. 319-321 cod. pen.

    Riferimento insieme alle norme sulla corruzione e sui reati connessi, richiamate per definire la fattispecie e il suo accertamento indiziario

  • art. 416 cod. pen. (associazione a delinquere)

    Per la configurabilità occorre grave indizio dell'esistenza di una struttura organizzata, stabile e sovraordinata, con un programma criminoso indeterminato e durata oltre i singoli reati; non basta la mera concatenazione di illeciti o la descrizione generica di irregolarità

  • art. 544-ter cod. pen. (maltrattamento di animali)

    Usata per ricostruire le condotte relative alle modalità di soppressione degli animali e alle condizioni degli stabulari

  • artt. 476 e 479 cod. pen. (falso in atto pubblico)

    La Corte distingue il falso ideologico dal giudizio discrezionale: il falso è configurabile se la graduatoria contiene punteggi modificati in modo mendace rispetto a valutazioni già acquisite e non riconducibili a valutazione discrezionale del pubblico ufficiale

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Richiamata per censurare la lettura 'scollegata' e atomistica del Tribunale del compendio indiziario, in violazione del principio di valutazione complessiva degli indizi

  • art. 274 lett. a) cod. proc. pen.

    Norma richiamata nei motivi sul presunto pericolo di inquinamento probatorio e sulla necessità di misure cautelari adeguate

  • art. 32, comma 2, d.lgs. n. 26/2014

    Citato dal difensore per ricondurre la documentazione sulle procedure sperimentali e le risposte al questionario ministeriale nell'ambito delle competenze tecniche e procedurali, escludendo automatismi di responsabilità penale del Rettore rispetto a valutazioni tecnico-scientifiche

Massime di principio

  • Per il reato di corruzione è necessario individuare il pactum sceleris e valutare gli elementi indiziari in modo unitario: conversazioni apparentemente separate possono assumere rilevanza se in combinazione prospettano l'accordo corruttivo
  • La configurazione dell'associazione a delinquere richiede prova di una struttura organizzata, stabile e di un programma criminoso indeterminato; la semplice ripetizione di illeciti o la descrizione di gestione disordinata non è sufficiente
  • Il falso in atto pubblico si distingue dal giudizio discrezionale: se la valutazione è già stata formalmente compiuta da una commissione e i punteggi risultano alterati da un atto successivo, emerge il profilo di falso; viceversa le valutazioni puramente discrezionali non configurano il reato
  • In materia di misure cautelari, la valutazione del pericolo di inquinamento probatorio richiede elementi concreti e attuali (pressioni su testi, reiterazione di comportamenti inquinanti): il semplice clamore mediatico o la conoscenza delle indagini non escludono automaticamente il pericolo, ma la Corte richiede motivazione analitica e congrua
  • La motivazione giudiziale in sede cautelare deve essere analitica e confrontare criticamente il materiale indiziario con le deduzioni difensive; la decisione non può fondarsi su ricostruzioni sintetiche o non correlate ai singoli ruoli e responsabilità

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