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Sentenza

Sentenza n. 13906/2026 - Roma, Sezione 2B

per la condanna dell’Amministrazione – previo accertamento dell’illegittimità del silenzio diniego formatosi sull’istanza di accesso agli atti depositata dal ricorrente in data 9.04.2026 – all’ostensione degli atti che ne costituiscono oggetto e segnatamente degli atti sottostanti al fermo amministrativo RPF152863M, del 2.04.2026, rif. 20250002588490276022212, del preavviso di fermo amministrativo, delle relative ingiunzioni e intimazioni di pagamento, nonché delle relate di notificazione a essi relativi;

Giustizia amministrativa202605478

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II bisSentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: silenzio-diniego sull’istanza di accesso agli atti del 9 aprile 2026 relativa agli atti sottostanti al fermo amministrativo, al preavviso di fermo, alle ingiunzioni e intimazioni di pagamento e alle relate di notificazione

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (destinatario fermo amministrativo)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il silenzio-diniego formatosi sull’istanza di accesso documentale presentata il 9 aprile 2026, chiedendo l’ostensione degli atti posti alla base del fermo amministrativo del 2 aprile 2026, identificato dal riferimento indicato nel ricorso, nonché del relativo preavviso, delle ingiunzioni e intimazioni di pagamento e delle relate di notificazione. L’accesso è stato ritenuto funzionale all’esercizio del diritto di difesa e alla possibile impugnazione del fermo amministrativo. La parte resistente, ritualmente intimata, non si è costituita.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e ha ordinato alla parte resistente di ostendere, entro trenta giorni dalla notificazione della sentenza, gli atti oggetto dell’istanza di accesso. Il Collegio ha ritenuto sussistenti i presupposti dell’interesse all’accesso documentale: diretto, perché il richiedente è il destinatario del fermo amministrativo; concreto, perché la conoscenza degli atti è funzionale all’esercizio del diritto di difesa e alla possibile caducazione del fermo; attuale, perché l’ostensione è collegata alla conservazione della possibilità di circolazione del bene mobile registrato sottoposto a fermo. La resistente è stata inoltre condannata al pagamento di € 500,00 oltre accessori e al rimborso del contributo unificato, con distrazione in favore del difensore antistatario.

Norme richiamate

  • artt. 22 ss. l. 241/1990

    L’accesso documentale richiede un interesse diretto, concreto e attuale, collegato a una situazione giuridicamente rilevante; nel caso concreto tali requisiti sussistono in capo al destinatario del fermo amministrativo che intenda conoscere gli atti presupposti per esercitare il diritto di difesa.

  • art. 93 c.p.c.

    Consente la distrazione delle spese in favore del difensore che si dichiari antistatario.

Massime di principio

  • L’interesse all’accesso documentale ex artt. 22 e seguenti della l. 241/1990 deve essere diretto, cioè riferito alla sfera individuale e personale del richiedente, con esclusione di una legittimazione generale, indifferenziata e non qualificata.
  • L’interesse all’accesso è concreto quando la conoscenza dei documenti è specificamente funzionale all’acquisizione di dati e informazioni rilevanti, anche solo potenzialmente utili, nella vita di relazione o per l’esercizio del diritto di difesa.
  • L’interesse all’accesso è attuale quando l’acquisizione documentale è idonea a incidere concretamente sulle scelte del richiedente o sulla conservazione e gestione di un bene della vita.
  • Il destinatario di un fermo amministrativo su un bene mobile registrato è titolare di un interesse diretto, concreto e attuale ad accedere agli atti presupposti, al preavviso, agli atti di riscossione e alle relate di notificazione, quando l’accesso sia funzionale alla difesa e alla tutela della possibilità di circolazione del bene.

Come è indicizzato

MaterieAccesso documentaleAccesso difensivo
RamiAccesso e trasparenza
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereTrasparenza e pubblicità

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