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Sentenza

Sentenza n. 1794/2026 - Salerno, Sezione 3

Giustizia amministrativa202501081

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata ottemperanza del Ministero alla sentenza del Giudice di Pace di Roccadaspide n. 395/2020, pubblicata il 30 aprile 2020

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

I ricorrenti hanno agito ai sensi degli artt. 112 ss. c.p.a. per ottenere l’esecuzione della sentenza del Giudice di Pace, passata in giudicato e notificata all’amministrazione. La pronuncia aveva condannato il Ministero al pagamento di € 5.000, oltre interessi legali dalla domanda all’effettivo soddisfo, in favore dei genitori esercenti la responsabilità genitoriale sul figlio, nonché di complessivi € 1.825 per spese e compensi professionali in favore dei procuratori antistatari. Deducevano il decorso del termine di 120 giorni dalla notifica e la persistente inerzia ministeriale; chiedevano l’ottemperanza, la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia e la penalità di mora. Dopo il deposito di documentazione attestante l’avvenuto pagamento integrale, hanno chiesto la cessazione della materia del contendere e la condanna alle spese secondo il principio di soccombenza virtuale.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, poiché, sulla base della memoria dei ricorrenti e della documentazione depositata dal Ministero, la pretesa sostanziale era stata integralmente soddisfatta. Ha compensato le spese: ha considerato sia l’intervenuto soddisfacimento della pretesa, sia che il pagamento era avvenuto prima della rituale instaurazione del contraddittorio nei confronti del Ministero, correttamente instaurato solo dopo il rilievo del difetto di notifica all’Avvocatura distrettuale dello Stato. Non ha quindi disposto ulteriori misure di ottemperanza, la nomina del commissario ad acta o la penalità di mora.

Norme richiamate

  • artt. 112 ss. c.p.a.

    Con l’odierno ricorso i ricorrenti hanno agito ex art. 112 ss. c.p.a. per ottenere l’ottemperanza dell’amministrazione intimata alla sentenza indicata in epigrafe.

    Il giudizio di ottemperanza era stato promosso per ottenere l’esecuzione della sentenza di condanna; il TAR non ha però disposto misure esecutive, perché il credito era stato integralmente soddisfatto nel corso del giudizio.

  • art. 114 c.p.a.

    Con l’odierno ricorso i ricorrenti hanno agito ex art. 112 ss. c.p.a. per ottenere l’ottemperanza dell’amministrazione intimata alla sentenza indicata in epigrafe.

    La domanda è stata trattata come giudizio di ottemperanza; la sopravvenuta integrale soddisfazione dell’interesse sostanziale ha condotto alla dichiarazione di cessazione della materia del contendere.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, quando l’amministrazione soddisfa integralmente nel corso del processo la pretesa sostanziale azionata, viene meno l’interesse all’adozione di misure esecutive e il giudice dichiara la cessazione della materia del contendere.
  • La compensazione delle spese può essere giustificata dalla cessazione della materia del contendere, tenendo conto anche del momento in cui è intervenuto il soddisfacimento della pretesa e della rituale instaurazione del contraddittorio.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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