Sentenza n. 157/2026 - L'aquila, Sezione 1
per l'annullamento del “provvedimento di chiusura immediata dell’attività nonché divieto immediato di produzione e commercializzazione di alimenti rinvenuti nello stabilimento all’insegna “-OMISSIS- s.p.a.” con sede in Avezzano (AQ), ai sensi e per gli effetti ex art. 138, commi 1, lett. b) e 2, lett. i) del reg. UE 2017/625 del 15.03.2017.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, in applicazione del principio della domanda che governa il processo amministrativo, preso atto della dichiarazione dell'impresa di non voler più coltivare il giudizio. Il giudice non ha quindi pronunciato nel merito della legittimità del provvedimento impugnato. Le spese di lite sono state compensate in ragione dell'articolazione della vicenda.
Atto impugnato: provvedimento di chiusura immediata dello stabilimento e divieto immediato di produzione e commercializzazione degli alimenti, adottato ai sensi dell'art. 138 del regolamento (UE) 2017/625
Esito
Favorevole al resistente (azienda sanitaria)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'impresa ha impugnato il provvedimento sanitario di chiusura immediata dell'attività e di divieto di produzione e commercializzazione degli alimenti rinvenuti nello stabilimento. In sede cautelare il TAR aveva rilevato profili di possibile inammissibilità, poiché l'atto impugnato appariva meramente consequenziale al verbale di ispezione del 5 agosto 2021, nonché la congruità della motivazione e dell'istruttoria, che avevano evidenziato gravi criticità igienico-sanitarie e organizzativo-gestionali potenzialmente pregiudizievoli per la sicurezza, l'integrità e la salubrità dei prodotti alimentari. Il rigetto cautelare era stato confermato dal Consiglio di Stato. Nella fase di merito non sono emersi ulteriori elementi istruttori. Successivamente, l'impresa ha dichiarato di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio.
Norme richiamate
art. 138, commi 1, lett. b), e 2, lett. i), regolamento (UE) 2017/625
La disposizione è indicata quale base giuridica del provvedimento sanitario di chiusura immediata dell'attività e di divieto di produzione e commercializzazione degli alimenti.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Applicato per dichiarare l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato nel contesto della definizione del giudizio.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato con riferimento alla trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi delle parti.
art. 9, paragrafo 1, regolamento (UE) 2016/679
Richiamato a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata, in relazione all'oscuramento dei dati.
Massime di principio
- La dichiarazione della parte ricorrente di non avere più interesse alla coltivazione del giudizio determina l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, in ossequio al principio della domanda che governa il processo amministrativo.
- Quando il ricorso è dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, il giudice non procede all'esame nel merito dei vizi dedotti contro il provvedimento impugnato.
- La compensazione delle spese può essere disposta in considerazione dell'articolazione complessiva della vicenda processuale.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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