Cassazione Penale, Sentenza n. 26880/2024 del 08/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Bari del 02/02/2023. Il ricorrente denunciava: 1) omissione nell'applicazione di pene sostitutive e mancata concessione della sospensione condizionale della pena in relazione al reato di falsità ideologica per induzione (capo b), deducendo che la durata della pena rendeva applicabili tali benefici; 2) vizio di motivazione e travisamento della prova circa la sussistenza del reato di cui al capo b), con censura della valutazione delle risultanze bancarie e di altri elementi probatori.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha ritenuto la doglianza generica: l'appellante non ha specificato la sussistenza delle condizioni previste dall'art. 545-bis c.p.p. per la sostituzione della pena né ha dedotto il consenso dell'imputato, essendo insufficiente la mera indicazione della durata della pena. Sul secondo motivo ha ritenuto che le censure siano argomentate in modo irrituale, limitandosi ad affermazioni assertive sul compendio probatorio senza indicare concretamente errori di valutazione o specifici elementi da travisamento della prova. Per tali ragioni il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 545-bis cod. proc. pen.
"quando... è stata applicata una pena detentiva non superiore a quattro anni e non è stata ordinata la sospensione condizionale, subito dopo la lettura del dispositivo, il giudice, se ricorrono le condizioni per sostituire la pena detentiva con una delle pene sostitutive di cui all'articolo 53 della legge 24 novembre 1981, n. 689, ne dà avviso alle parti. Se l'imputato, personalmente o a mezzo di procuratore speciale, acconsente alla sostituzione... il giudice, sentito il pubblico ministero, quando non è possibile decidere immediatamente, fissa una apposita udienza non oltre sessanta giorni...; in tal caso il processo è sospeso"
La Corte interpreta la norma nel senso che la semplice indicazione della durata della pena non basta: il ricorrente deve prospettare che ricorrono le condizioni normative per la sostituzione e/o che vi sia il consenso dell'imputato. In mancanza di tale specificazione la censura è generica e inammissibile.
art. 53 legge 24 novembre 1981, n. 689
Richiamata come riferimento normativo alle pene sostitutive; la Corte richiede che il ricorrente dimostri la sussistenza delle condizioni concrete per l'applicazione delle pene previste da questa norma.
art. 27 Cost.
Citando la Costituzione il ricorrente contestava profili sanzionatori e di dignità della pena; la Corte non ha ritenuto la prospettazione adeguatamente argomentata rispetto all'oggetto del ricorso.
art. 20-bis cod. pen. e art. 163 cod. pen.
Richiamati dal ricorrente in relazione alla disciplina della recidiva e del concorso di pene e alla determinazione della pena; la Corte ha ritenuto le censure troppo generiche per valutare un errore di applicazione.
artt. 476 e 479 cod. pen.
Norme richiamate in ordine alla contestazione del fatto tipico e della responsabilità penale; la Corte osserva che le censure non hanno dimostrato un concreto travisamento della prova ai sensi delle regole su motivazione e valutazione del fatto.
art. 616 cod. proc. pen.
Norma che consente la condanna alle spese e ad una somma alla Cassa delle ammende per ricorso manifestamente inammissibile o colposo: la Corte la applica per sanzionare l'inammissibilità evidente del ricorso.
decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23 comma 8 (conv. con modif. dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176)
Citato in relazione alla requisitoria scritta del Procuratore generale resa ai sensi della norma straordinaria che ammette specifiche forme di requisitoria; non incide sul provvedimento di inammissibilità.
Massime di principio
- Per ottenere l'applicazione delle pene sostitutive o della sospensione condizionale in sede di impugnazione occorre specificare e dimostrare che ricorrono le condizioni previste dalla norma (non basta indicare solo la durata della pena).
- L'art. 545-bis c.p.p. impone che il tribunale dia avviso alle parti e, se necessario, fissi udienza per la sostituzione della pena; il ricorrente deve dedurre il consenso o la concreta idoneità della sostituzione.
- Le censure di travisamento della prova in cassazione richiedono una puntuale indicazione degli elementi probatori ritenuti erroneamente valutati e la spiegazione di come la valutazione sia contraddittoria o impossibile; affermazioni assertive o generiche sono inammissibili.
- Un ricorso inammissibile o manifestamente infondato può comportare la condanna del ricorrente alle spese e al pagamento di una somma alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; pertanto la valutazione preventiva della fondatezza formale e sostanziale del ricorso è essenziale.
- Quando la Corte d'appello dichiara la prescrizione per taluni capi, l'impugnazione deve concentrarsi sui profili rimasti e contenere censure motivate relative alla decisione di merito residua, altrimenti rischia di essere dichiarata generica.
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