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Sentenza

Sentenza n. 11674/2026 - Roma, Sezione 5Q

Per l'accertamento dell'illegittimità del silenzio serbato da parte del MAECI sulla richiesta di convocazione) presso l'Ambasciatad’ Italia a Islamabad per la presentazione dell’istanza di visto d'ingresso per motivi di lavoro subordinato.

Giustizia amministrativa202515537

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato dal MAECI sulla richiesta di convocazione presso l'Ambasciata d'Italia a Islamabad per la presentazione dell'istanza di visto d'ingresso per lavoro subordinato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha chiesto l'accertamento dell'illegittimità del silenzio serbato dal MAECI sulla richiesta di convocazione presso l'Ambasciata d'Italia a Islamabad, necessaria per formalizzare la domanda di visto d'ingresso per motivi di lavoro subordinato. Nel corso del giudizio, il MAECI ha chiesto un rinvio per sbloccare il nulla osta al lavoro. Il testo non indica ulteriori specifici motivi di censura.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo di dover disporre, allo stato degli atti e a prescindere da quanto rappresentato dall'amministrazione, che la sede diplomatica di Islamabad convochi il ricorrente entro dieci giorni dalla comunicazione della sentenza, così da consentirgli di formalizzare la necessaria istanza di visto per lavoro subordinato. Le spese di lite sono state integralmente compensate, in considerazione del flusso massiccio di richieste di visto gravante sulla rappresentanza diplomatica in Pakistan e della particolare complessità dell'iter procedimentale.

Massime di principio

  • Nel giudizio contro il silenzio della pubblica amministrazione, il giudice amministrativo può ordinare all'amministrazione di compiere entro un termine determinato l'attività procedimentale necessaria a consentire la formalizzazione di un'istanza, quando dagli atti emerga l'inerzia rispetto a tale adempimento.
  • La pendenza di difficoltà organizzative derivanti dall'elevato numero di richieste e dalla complessità dell'iter procedimentale non esclude, di per sé, l'accertamento dell'illegittimità dell'inerzia né impedisce al giudice di fissare un termine per l'adempimento amministrativo.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTermini del procedimento e silenzio
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneEffetto conformativo e riedizione del potere

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