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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13321/2023 del 30/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Le ricorrenti impugnano la conferma di responsabilità per il reato di rapina (sentenza di appello del 25/09/2020), deducendo: a) vizio di motivazione e insufficienza della prova in ordine alla violenza richiesta per la rapina, sostenendo che si tratterebbe di mera divincolazione e non di violenza idonea a integrare rapina impropria; b) mancata derubricazione in furto tentato; c) vizio di motivazione nella condanna per false informazioni, però lamentando che la MATEI non comprenderebbe l'italiano.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili e li ha ritenuti manifestamente infondati. Ha ritenuto la motivazione del giudice di merito priva di vizi, valorizzando le dichiarazioni testimoniali che attestavano l'uso della forza da parte delle imputate nel tentativo di sottrarsi ai vigilanti e la comprensione della lingua italiana da parte di MATEI. Ha richiamato la giurisprudenza secondo cui il divincolarsi o un semplice strattone possono costituire violenza ai fini della rapina impropria. Per effetto dell'inammissibilità, ha condannato le ricorrenti al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende, precisando che l'inammissibilità esclude il rilievo di eventuale prescrizione sopraggiunta.

Norme richiamate

  • Decreto-Legge 137/2020, art. 23, comma 8

    art. 23, comma 8 D.L. 137/2020

    Richiama la modalità di trattazione del ricorso con contraddittorio scritto ai sensi della disposizione emergenziale; usata per descrivere il rito seguito

  • Codice di Procedura Penale, art. 616

    Applicato per condannare le ricorrenti alle spese processuali e per la determinazione della sanzione pecuniaria da versare alla Cassa delle Ammende in caso di ricorso inammissibile

  • Giurisprudenza consolidata sulla rapina impropria

    Sez. 2, sent. n. 10537 del 09/07/1984; Sez. 7, ordinanza n. 34276 del 18/06/2021 e altre citate

    La Corte interpreta tali precedenti nel senso che il divincolarsi o un semplice strattone costituiscono violenza ai fini della rapina impropria, essendo irrilevante il grado di resistenza e l'intensità della forza impiegata

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione svolge controllo di legittimità e non è competente a rivedere autonomamente la valutazione di fatto operata dai giudici di merito salvo vizi di motivazione, illogicità o omissioni decisive
  • Per la configurabilità della rapina impropria il comportamento consistente nel divincolarsi o nello strattone può integrare la violenza richiesta dalla fattispecie, anche se la resistenza della vittima è lieve
  • La mancata derubricazione in furto tentato può essere confermata se il giudice di merito ha argomentato coerentemente sul nesso tra condotta violenta e sottrazione del bene
  • La comprensione della lingua da parte dell'imputato deve risultare dagli atti processuali per poter contestare efficacemente dichiarazioni rese in italiano; deduzioni difensive meramente apodittiche sono insufficienti
  • Un ricorso manifestamente infondato o inammissibile può comportare la condanna alle spese e il pagamento di una somma alla Cassa delle Ammende; l'inammissibilità esclude l'esame di eventuali decorse prescrizioni intervenute dopo la sentenza impugnata

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