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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26204/2022 del 07/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza che ha respinto l'opposizione avverso il decreto con cui il pubblico ministero aveva rigettato la richiesta di restituzione della patente di guida sequestrata come corpo del reato per il presunto falso ideologico relativo al rilascio della patente. Ha dedotto violazione di legge e difetto di motivazione, sostenendo che le esigenze probatorie erano soddisfatte anche mediante l'estrazione di copie autentiche del documento e pertanto non sussisteva la necessità del mantenimento del sequestro.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il documento viziato da presunta falsità ideologica costituisca "corpo del reato" e, finché tale qualità sussiste, non possa essere restituito all'intestatario in relazione alla stessa ipotesi di falso connessa al rilascio del documento. Inoltre la sola possibilità di acquisire copia del documento non sostituisce l'esigenza probatoria inerente all'originale. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 263 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'opposizione avverso i provvedimenti di sequestro; impugnazione utilizzata dal ricorrente per chiedere la restituzione della cosa sequestrata.

  • artt. 110, 48 e 480 cod. pen.

    Articoli richiamati per definire l'ipotesi di reato contestata (concorso di reati e falso ideologico/illecito connesso al rilascio di documenti). La Corte li prende come quadro sostanziale dell'accusa per motivare la qualificazione del documento come corpo del reato.

  • Sez. 5, n. 5061 del 14/11/1997, Rv. 210110

    Sez. 5 n. 5061 del 14/11/1997, Rv. 210110

    Giurisprudenza richiamata per il principio secondo cui l'atto viziato da falsità ideologica costituisce corpo del reato e, pertanto, non è automaticamente restituibile all'intestatario quando la contestazione riguarda proprio quel documento.

  • Sez. 5, 12 marzo 2014, n. 13939, RV 260205

    Sez. 5 12/03/2014 N. 13939 RV 260205

    Ulteriore precedente che conferma il principio che il documento sospettato di contenere falsità ideologica mantiene natura di corpo del reato e la restituzione richiede la cessazione delle esigenze probatorie e il diritto soggettivo alla restituzione.

Massime di principio

  • Quando un documento è contestato come viziato da falsità ideologica, esso può essere qualificato come "corpo del reato" e, fino a che tale qualifica e la necessità probatoria sussistono, la restituzione all'intestatario è preclusa.
  • La possibilità di ottenere copie autentiche o estratti del documento non è, di per sé, sufficiente a dimostrare che siano venute meno le esigenze probatorie legittimanti il sequestro dell'originale.
  • Chi chiede la restituzione di un oggetto sequestrato come corpo del reato deve dimostrare il proprio diritto alla restituzione e che l'oggetto non è più necessario ai fini investigativi o probatori; la generica richiesta non è sufficiente.
  • L'opposizione avverso il decreto di rigetto della restituzione (art. 263 c.p.p.) può risultare inammissibile se non vengono prospettati elementi concreti idonei a dimostrare l'assenza di esigenze probatorie o il diritto soggettivo alla restituzione.
  • Rischi processuali: l'opponente può essere condannato al pagamento delle spese processuali e, in casi previsti, a sanzioni pecuniarie (es. somma alla Cassa delle ammende) qualora il ricorso sia dichiarato inammissibile o infondato.

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