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Sentenza

Sentenza n. 1925/2026 - Napoli, Sezione 2

per l'annullamento a) della delibera N. 75 del 29.9.2023, adottata dalla Commissione Straordinaria, con cui ha approvato il nuovo piano urbanistico comunale, pubblicato sul BURC N. 72 del 16.10.2023; b) della delibera N. 74 del 29.9.2023 di presa d’atto dei pareri; c) della delibera N. 59 del 6.7.2023, concernente l’esame e controdeduzioni delle osservazioni; d) della delibera N. 21 del 24.2.2023, di adozione della proposta di piano strutturale del P.U.C.; e) di ogni atto precedente e connesso a quelli indicati nelle lettere precedenti, ove risultano richiamati.

Giustizia amministrativa202306041

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Delibere comunali di adozione, esame delle osservazioni, presa d’atto dei pareri e approvazione del nuovo piano urbanistico comunale, nella parte relativa alla riclassificazione del terreno da zona B3 ad ATO "Città Diffusa"

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il nuovo PUC deducendo, in primo luogo, la violazione del termine di 120 giorni previsto dall’art. 3 del regolamento regionale Campania n. 5/2011 per l’esame delle osservazioni, sostenendo che tale termine fosse scaduto prima dell’adozione della delibera comunale di esame e controdeduzioni. Ha inoltre lamentato il mancato recepimento dei rilievi formulati dalla Città Metropolitana. Infine, ha contestato come arbitraria e irragionevole la riclassificazione del terreno, già inserito in zona B3 e situato in un’area densamente edificata prospiciente a un asse viario strategico, nell’ATO "Città Diffusa", con conseguente perdita della precedente potenzialità edificatoria.

La decisione

Il TAR ha dichiarato inammissibile il secondo motivo per carenza di interesse attuale e concreto. Il ricorrente mirava a conservare o recuperare la potenzialità edificatoria del terreno, ma non ha dimostrato che l’eventuale annullamento del piano per mancato recepimento dei rilievi della Città Metropolitana avrebbe comportato, anche solo come concreta possibilità o chance, un ampliamento delle aree edificabili; il dimensionamento del fabbisogno abitativo avrebbe potuto condurre anche a una riduzione delle aree edificabili, considerato l’obiettivo di contenere il consumo di suolo. Il primo motivo è stato respinto: il termine di 120 giorni non ha carattere perentorio e la disciplina non prevede alcuna decadenza per il suo eventuale superamento. Il Collegio ha inoltre richiamato l’orientamento secondo cui, ove siano previste pubblicazioni sia sul sito comunale sia sul BURC, il termine decorre dalla pubblicazione effettuata con la seconda modalità, in particolare dal BURC, quale pubblicazione rilevante ai fini dell’efficacia del piano. Anche il terzo motivo è stato respinto. Le scelte di pianificazione urbanistica sono ampiamente discrezionali e sono sindacabili solo in presenza di errori di fatto, abnorme illogicità o irrazionalità manifesta. Nel caso concreto, la scelta di destinare l’area all’ATO "Città Diffusa" era coerente con gli obiettivi dichiarati di contenimento dell’urbanizzazione, preservazione delle aree non edificate, recupero del suolo urbanizzato e rafforzamento delle dotazioni pubbliche. Il proprietario non vantava un’aspettativa qualificata alla conservazione della precedente destinazione edificatoria e la presenza sul fondo di un’attività ortofrutticola non era incompatibile con la nuova classificazione. Ricorso quindi in parte inammissibile e in parte respinto; spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 3 regolamento regionale Campania n. 5/2011

    Il piano è efficace dal giorno successivo alla sua pubblicazione sul BURC

    Il termine previsto per l’esame delle osservazioni non è perentorio e il suo superamento non determina la decadenza dell’amministrazione, in assenza di una specifica previsione normativa. Quando sono previste pubblicazioni sul sito comunale e sul BURC, il termine decorre dalla pubblicazione effettuata con la seconda modalità, secondo l’orientamento richiamato dal giudice.

Massime di principio

  • Il termine previsto dalla disciplina regionale per l’esame delle osservazioni al piano urbanistico non è perentorio e il suo superamento non comporta decadenza dell’amministrazione quando la normativa non prevede espressamente tale conseguenza.
  • Quando la disciplina urbanistica prescrive la pubblicazione del piano con modalità diverse, tra cui il BURC, la decorrenza dei termini collegati alla pubblicazione deve essere individuata in riferimento alla pubblicazione richiesta dalla disciplina quale momento di efficacia dell’atto; il mero scostamento temporale tra le pubblicazioni non determina di per sé l’illegittimità del procedimento.
  • La contestazione del mancato recepimento di rilievi istruttori o consultivi è inammissibile per carenza di interesse quando il ricorrente non dimostri che l’eventuale riedizione del procedimento potrebbe procurargli, anche solo come concreta chance, il bene della vita perseguito.
  • Le scelte di pianificazione urbanistica generale sono espressione di ampia discrezionalità amministrativa e non richiedono una motivazione puntuale riferita a ciascuna area, essendo sufficiente il richiamo ai criteri generali posti a fondamento del piano, salvo che siano dedotti e dimostrati errori di fatto, abnorme illogicità o situazioni di aspettativa qualificata.
  • La precedente destinazione edificatoria di un’area non attribuisce al proprietario un’aspettativa qualificata alla sua conservazione: il comune può modificarla anche in senso peggiorativo senza uno specifico onere motivazionale, purché la nuova scelta sia coerente con gli obiettivi generali di governo del territorio e non sia manifestamente irrazionale.

Come è indicizzato

MateriePiani regolatori e variantiDestinazioni d'uso e zone omogeneeLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezzaLegittimazione e interesse a ricorrereTermini del procedimento

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