Sentenza n. 16064/2026 - Roma, Sezione 1T
per l'annullamento del provvedimento di rifiuto del visto emesso dal Consolato generale d’Italia di Tiblisi in Georgia in data 3 luglio 2026, notificato a mani il 6.7.2026 nonché di ogni altro provvedimento presupposto e consequenziale.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse processualmente rilevante: il diniego di visto discendeva inevitabilmente dalla revoca ex lege del nulla osta e, non essendo stata impugnata tale revoca, una pronuncia limitata al diniego non avrebbe potuto soddisfare l’interesse del ricorrente. Spese compensate in ragione della complessità della procedura.
Atto impugnato: diniego del visto per lavoro emesso dal Consolato generale d’Italia a Tbilisi il 3 luglio 2026, motivato dalla mancata conferma del rapporto di lavoro da parte del datore di lavoro
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego del visto, sostenendo la propria pretesa all’annullamento dell’atto. Il diniego era fondato sulla mancata conferma del rapporto di lavoro da parte del datore entro il termine previsto dall’art. 22, comma 5-quinquies, T.U. immigrazione, circostanza che determina il rifiuto della richiesta e la revoca del nulla osta. Il ricorso non ha invece impugnato la revoca del nulla osta, presupposto necessario del diniego, e non è stato notificato al Ministero dell’Interno, cui è riconducibile tale revoca.
Norme richiamate
art. 22, comma 5-quinquies, d.lgs. 286/1998
Infatti, ai sensi dell’art. 22 comma 5-quinquies T.U. Immigrazione, laddove il datore di lavoro non confermi il nulla osta entro il termine di 15 giorni previsto, “la richiesta si intende rifiutata e il nulla osta, ove già rilasciato, è revocato”.
La mancata conferma del datore di lavoro entro quindici giorni comporta per legge il rifiuto della richiesta e, se già rilasciato, la revoca del nulla osta; quest’ultima costituisce il presupposto imprescindibile del successivo diniego del visto.
art. 60 c.p.a.
All’udienza camerale del 13.10.2026 la causa è stata posta in decisione, previo avviso alle parti della possibilità di sentenza in forma semplificata, ex artt. 60 e 73 cpa.
La causa è stata definita con sentenza in forma semplificata in camera di consiglio, dopo aver avvisato le parti di tale possibilità.
Massime di principio
- Quando il diniego di visto costituisce conseguenza necessaria della revoca del nulla osta al lavoro, il ricorrente deve contestare anche tale revoca: se la lascia inoppugnata, non sussiste un interesse processualmente rilevante a ottenere una pronuncia limitata al solo diniego di visto, che resta fondato su un presupposto non rimosso.
- La mancata conferma del nulla osta da parte del datore di lavoro entro il termine di quindici giorni comporta, ai sensi dell’art. 22, comma 5-quinquies, d.lgs. 286/1998, il rifiuto della richiesta e la revoca del nulla osta già rilasciato.
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